Coronavirus, superati i 10 milioni di casi e i 500 mila morti nel mondo. Il contagio dilaga nell’emisfero Sud, dov’è inverno [DATI]

Coronavirus, il punto della situazione sulla pandemia a livello mondiale: il contagio aumenta a un ritmo forsennato, ma si fanno sempre più test. Numero di morti giornalieri lontano dal picco di metà aprile

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Mentre in Italia la situazione epidemiologica sta migliorando di giorno in giorno, nel mondo la pandemia di Coronavirus dilaga sempre di più: nella notte sono stati superati i 10 milioni e 102 mila casi accertati, mentre le vittime hanno superato le 501 mila. Le persone guarite sono 5 milioni e mezzo, quindi sono circa 4 milioni le persone attualmente ammalate.

Nell’ultima settimana il Coronavirus ha avuto un’accelerata pazzesca, con una media di circa 180 mila nuovi casi al giorno e 5 mila morti al giorno. I Paesi con più casi rimangono Stati Uniti d’America e Brasile, anche se in rapporto alla loro popolazione (rispettivamente 330 e 212 milioni di abitanti) non sono gli Stati più colpiti al mondo. Negli ultimi giorni stanno aumentando sensibilmente i contagiati e i morti di tutti i Paesi dell’emisfero australe, dove è appena iniziato l’inverno: oltre a Brasile, Perù e Cile, spiccano i dati del Sud Africa (132 mila casi), della Colombia (88.500 casi), dell’Argentina (58 mila casi) e dell’Ecuador (55 mila casi), che hanno avuto una crescita esponenziale del contagio.

Ovviamente anche l’aumento dei test diagnostici (i tamponi) sta facendo emergere molti più casi prima sconosciuti, infatti pur essendo nel picco pandemico per numero di contagi (il 26 Giugno abbiamo battuto il record con 194.190 nuovi casi giornalieri), resta molto lontano il record di morti giornalieri che è di 8.470 e risale a metà aprile, quando il Coronavirus dilagava in Europa provocando migliaia di morti tra Italia, Spagna, Francia, Regno Unito e Belgio. Quel picco rimane oggi ancora molto lontano: certamente in quel periodo i contagiati erano molti di più, ma non emergevano per la carenza di test.

In termini di incidenza, i Paesi più colpiti al mondo rimangono quelli europei. Ogni milione di abitanti, infatti, si contano 840 morti in Belgio, 641 morti nel Regno Unito, 606 morti in Spagna, 574 morti in Italia, 523 morti in Svezia, 456 morti in Francia. Poi abbiamo gli USA con 387 morti per ogni milione di abitanti, seguiti dai Paesi Bassi con 356 e dall’Irlanda con 351. Per quanto riguarda l’America Latina, i Paesi più colpiti sono il Cile (280 morti per ogni milione di abitanti), il Perù (277), il Brasile (269), l’Ecuador (251) e poi ancora nel mondo c’è la Svizzera con 227 morti per ogni milione di abitanti, il Canada con 226, il Messico con 205, il Portogallo con 153, l’Iran con 123, la Germania con 108, tra i Paesi meno colpiti in assoluto. L’Italia, nonostante la situazione attuale assolutamente tranquilla e sotto controllo, resta il 4° Paese più colpito al mondo, dietro soltanto a Belgio, Regno Unito e Spagna.

In termini di test, la Cina ne ha fatti più di tutti (oltre 90 milioni di tamponi), poi gli USA con 32 milioni di tamponi, la Russia con 19 milioni, il Regno Unito con 9 milioni, l’India con 8 milioni, la Germania con 5 milioni e mezzo, l’Italia e la Spagna con 5 milioni, la Turchia con 3 milioni e mezzo.

In rapporto alla popolazione, i Paesi che stanno facendo più test sono quelli del Golfo Persico: 317 mila tamponi ogni milione di abitanti negli Emirati Arabi Uniti e 311 mila nel Bahrain, e poi ancora 275 mila in Lussemburgo, 210 mila a Malta, 172 mila in Danimarca. Il grande Paese che ha fatto più test in rapporto alla popolazione è il Regno Unito, che ha testato 133 mila persone ogni milione di abitanti, seguito dalla Russia (128 mila), da Singapore (116 mila), dalla Spagna (110 mila), dal Portogallo (108 mila), dal Belgio (103 mila), da Israele (100 mila), dagli USA (96 mila), dall’Australia (92 mila), mentre l’Italia è ferma ad 87 mila test per ogni milione di abitanti.

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