In attesa di sapere se la pandemia di coronavirus si spegnerà da sola o se permarrà, si lavora per delle cure e sopratutto per i vaccini. Qual è al momento la situazione attuale dello sviluppo di vaccini efficaci contro il virus Sars-CoV-2?
Facciamo il punto della situazione: al momento vi sono diverse società nella fase di sperimentazione, molti dati ma pochi risultati estremamente promettenti.
Per fare un po’ di chiarezza la rivista Chemical & Engineering News, pubblicata dalla American Chemical Society, ha dedicato un articolo alla questione, ripercorrendo i principali attori nella corsa al vaccino anti COVID-19.

Per la Fase uno della sperimentazione 108 persone hanno ricevuto una delle tre dosi di vaccino e la maggior parte ha sviluppato risposte immunitarie, misurate grazie ai livelli di anticorpi e cellule T. “Dobbiamo distinguere però tra gli anticorpi che semplicemente si legano alla proteina e quelli che prevengono l’infezione, chiamati ‘neutralizzanti’. Solo il 75 per cento dei partecipanti che avevano ricevuto una dose elevata di vaccino aveva sviluppato anticorpi neutralizzanti, mentre per chi aveva ricevuto dosi medie o basse il tasso scendeva al 50 per cento. Non sono ancora risultati eccezionali“, commenta Dennis Burton, immunologo di Scripps Research, precisando che non si è ancora a conoscenza dei livelli di anticorpi neutralizzanti necessari a prevenire l’infezione.
“Dosi più elevate possono superare gli anticorpi neutralizzanti per Ad5, ma allo stesso tempo possono essere anche tossiche”, prosegue il ricercatore, ricordando che circa l’81 per cento dei partecipanti aveva sviluppato effetti collaterali al vaccino, come mal di testa, dolore muscolare, affaticamento e febbre, e una percentuale significativa ha riportato reazioni più gravi, specialmente tra chi aveva ricevuto dosi più elevate del vaccino.
Tra le altre società che sviluppano vaccini vettoriali adenovirali per COVID-19, ImmunityBio afferma di utilizzare una versione di Ad5 progettata per superare il problema dell’immunità preesistente. La società ha recentemente annunciato di essere stata selezionata per partecipare all’operazione Warp Speed, l’iniziativa del governo degli Stati Uniti volta a sviluppare e produrre centinaia di milioni di vaccini COVID-19 entro la fine dell’anno.
ImmunityBio prevede che la prima sperimentazione clinica del suo vaccino inizierà a giugno, mentre il governo degli Stati Uniti sta finanziando altri due vaccini vettoriali adenovirali che utilizzano alternative all’Ad5. Johnson & Johnson sta sviluppando un vaccino con Ad26, un adenovirus meno diffuso, mentre AstraZeneca si sta concentrando su una soluzione in via di sperimentazione presso gli scienziati dell’Università di Oxford che prevede un adenovirus che normalmente non infetta gli umani, ma gli scimpanzé.
“Questi vaccini sono progettati per evitare gli anticorpi neutralizzanti Ad5, presenti in circa la meta’ della popolazione statunitense e l’80-90 per cento di quella africana. Decisamente inferiore la percentuale di persone che presenta anticorpi neutralizzanti contro Ad26”, spiega ancora Ertl, che si dichiara speranzoso nei confronti del vaccino di AstraZeneca. “La soluzione di CanSino potrebbe essere utile per rallentare la pandemia, vista la possibile efficacia sulla popolazione piu’ giovane. I risultati ottenuti finora dalla società cinese non possono essere descritti come rivoluzionari, ma nemmeno come fallimentari. Sono utili“, conclude Loncar.
