“Prestigiosi commentatori dichiarano, prima che i dati siano disponibili e le pubblicazioni peer reviewed, che i nuovi positivi non sono contagiosi. Restiamo in fiduciosa attesa per conoscere numerosità del campione, caratteristiche cliniche dei soggetti campionati, rapporto con gli altri studi pubblicati, e soprattutto causa delle nuove infezioni che si stanno verificando, al netto delle fantasiose interpretazioni secondo le quali i nuovi positivi sarebbero tutti vecchi casi, in cui la PCR registra niente altro che RNA di virus estinti (altra splendida definizione fornitici da qualche clinico)”. Così in un lungo e critico post su Facebook il biologo Enrico Bucci, professore aggiunto alla Temple University di Philadelphia.
“In altri post peer-reviewed – scrive ironicamente Bucci, che intitola il post ‘AGGIORNAMENTI DA NATURE FACEBOOK COMMUNICATIONS’ – si è ormai accertato che il professor Crisanti, il quale ha fatto dichiarazioni poco lusinghiere sulla situazione attuale in Lombardia, è ovviamente un incompetente che non ha inteso altro che denigrare la magnifica macchina sanitaria di quella regione. Per inciso, il virus dal Veneto è scappato via quando ha visto ciò che si faceva ad Alzano Lombardo o a Nembro, mica per quella inutile campagna di campionamento e tracciamento così démodé .”
Quindi, attacca ancora l’esperto, “tutto va magnificamente bene, per cui mascherine e distanza minima sono inutili e dannosi retaggi del passato. Se in molte nazioni si osserva una ripresa dei casi, si tratta comunque di fatti trascurabili; un po’ come la Cina a gennaio, per dire, o Codogno a febbraio, numeri piccoli ed insignificanti di un virus che comunque ormai, pure se ti infetta, non procura sintomi e non si trasmette ad altri. La preoccupazione per esempio dei berlinesi, a causa dei dati che vedete qui sotto, è una cosa da crucchi che vogliono spaccare il capello, non ci riguarda”.


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