Coronavirus, Ippolito: “L’epidemia non è finita, le dichiarazioni troppo ottimistiche sono deleterie, la gente non sta più attenta”

"Ci sono undici focolai in Italia, in 9 regioni, sono troppi e indicano che il virus circola: non abbassare la guardia, questa è l'unica cosa che si deve dire"

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Negli ultimi giorni, da Nord a Sud sono comparsi nuovi focolai di coronavirus, in 9 regioni, per un totale di oltre 200 infetti. Non si può di certo sperare che l’epidemia finisca con un colpo di bacchetta magica e per questo, in questa fase, è fondamentale individuare e circoscrivere subito i nuovi focolai per spegnerli sul nascere con tracciamento dei contatti, tamponi e isolamento.

“Ancora troppi focolai, l’epidemia non è finita“, sottolinea Giuseppe Ippolito, il direttore scientifico dell’Inmi Lazzaro Spallanzani di Roma. “Chi dice che l’epidemia è finita sbaglia. Si parla troppo, e la gente non sta più attenta. Così scoppiano i focolai. E questi scoppiati in questi giorni confermano che l’epidemia non è finita. Si parla troppo, e in questo momento, con troppe dichiarazioni, che vengono poi interpretate, c’è il rischio di aumentare la disaffezione della gente dalla scrupolosa applicazione delle misure”, ovvero distanziamento, mascherine, igiene delle mani.

“Il danno che si fa con dichiarazioni troppo ottimistiche è questo: la gente non sta più attenta. Allora bisogna uscire da questa operazione, abbassare i toni sulla malattia e alzare la guardia. È deleterio il calo dell’attenzione, la gente pensa che l’epidemia è finita, cosa che non è vera: questi ulteriori casi stanno confermando che il virus continua a circolare. E il fatto che si identificano nuovi infetti è solo la prova che il virus circola e che non bisogna abbassare la guardia. Nient’altro. Questa è l’unica cosa che si deve dire, tutto il resto fa parte di una diatriba, di un dibattito che rischia si far perdere credibilità al valore della scienza. Ci sono undici focolai in Italia, in 9 regioni, sono troppi e indicano che il virus circola. Non è vero che possiamo fare liberi tutti. Il virus continua a esserci e bisogna applicare le stesse precauzioni, il desiderio di libertà deve essere compenetrato dal senso di responsabilità, senza di questo non può funzionare. E per controllare l’epidemia serve fiducia reciproca tra cittadini e istituzioni. Si può continuare a vivere rispettando le regole”, conclude Giuseppe Ippolito “.

I nuovi focolai in Italia sono: Bologna (64 positivi), Mondragone (49), Roma (4 in un istituto religioso), Fiumicino (8 e due locali chiusi) Palmi (8), in provincia di Reggio Emilia (7 in due famiglie), Bolzano (11, un focolaio familiare), Como (7 in una casa famiglia), tra Prato e Pistoia 19 positivi, 28 migranti a Porto Empedocle, 13 ad Alessandria in una casa di riposo.

Focolaio Bartolini verso il contenimento

Il focolaio alla Bartolini di Bologna “si avvia ad essere contenuto“. Lo assicura l’assessore regionale alla Sanita’, Raffaele Donini, commentando gli ulteriori 11 casi riscontrati oggi a seguito dei 190 tamponi effettuati nei giorni scorsi. Dall’avvio del focolaio, spiega Donini, “e’ stata effettuata rapidamente un’indagine di ‘contact tracing’ con i tamponi, per agire su almeno tre cerchi concentrici di contatti di casi, a partire dalle persone che avevano sviluppato sintomi e continuando a testare anche familiari e contatti delle persone che abbiamo trovato positive e asintomatiche”. In tutto, per il caso Bartolini sono stati fatti nel complesso 328 tamponi, che hanno dato 107 casi positivi, di cui 95 asintomatici e 12 sintomatici, di cui due ricoverati. Dunque, afferma l’assessore, “l’indagine in corso ci rende ottimisti per quello che riguarda i focolai esistenti”. Nel frattempo, la Regione conferma che per quanto riguarda il Centro di accoglienza di via Mattei a Bologna, dove sono ospiti due dei positivi trovati alla Bartolini, “e’ stato disposto l’isolamento di alcuni casi e l’avvio dell’indagine epidemiologica di tutti gli ospiti”. Ieri, inoltre, e’ stato fatto un ulteriore controllo alla Bartolini, in collaborazione tra Medicina del Lavoro e Carabinieri, e alla luce di precedenti indagini Ausl, per verificare l’osservanza delle misure di sicurezza e delle prescrizioni date dall’azienda sanitaria. “Nell’ispezione si e’ riscontrata la sostanziale osservanza delle disposizioni e una relazione sara’ posta all’attenzione del Comune e del prefetto”, spiega la Regione.

In Emilia-Romagna, rivendica quindi Donini, “abbiamo la capacita’ di individuare e circoscrivere eventuali focolai” e il caso della Bartolini”dimostra che il nostro sistema sanitario regionale sa come combattere il virus quando si manifesta. Ma ci dice anche che nessuno deve pensare che il covid-19 sia un fenomeno che e’ ormai alle nostre spalle. Se da un lato abbiamo piu’ strumenti per combattere il virus, non possiamo certo permetterci adesso comportamenti individuali che non siano in linea con le regole che tutti dobbiamo rispettare. Non rendiamo vani i sacrifici che tanto stanno costando al nostro Paese”. Fino all’arrivo del vaccino, insiste Donini, non si “deve lasciare spazio ne’ ad atteggiamenti di sottovalutazione, anche per piccoli focolai, ne’ di atteggiamenti di panico. Anche quando il numero di casi era davvero alto, non e’ mai stata messa in discussione la tenuta del servizio sanitario regionale”. La Regione in sostanza mette in guardia dal fatto che nuovi focolai potrebbero nascere in futuro. Ma “non dobbiamo rinunciare alla nostra attivita’ professionale, ne’ alle nostre relazioni- afferma Donini- dobbiamo solo raccomandare la massima prudenza nell’osservanza delle disposizioni di sicurezza nel mondo produttivo e nella vita sociale e quotidiana delle persone, raccomandare ai cittadini di comunicare immediatamente l’insorgenza di sintomi compatibili con quelli da covid-19 e attivarci in modo repentino, efficace e ampio, come abbiamo fatto, per circoscrivere e spegnere i focolai”, conclude l’assessore.