Coronavirus, il modello Calabria funziona: focolaio nato da positivi provenienti dal Nord spento sul nascere a Palmi, eccellente contact tracking

Coronavirus, la Calabria si conferma un modello di gestione della pandemia: spento sul nascere un mini focolaio a Palmi

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Il modello Calabria funziona. Anche dopo il lockdown. Nella Regione d’Italia meno colpita dal Coronavirus, con appena 1.173 casi accertati (di cui 1.040 già guariti) su 85.884 soggetti sottoposti a test, in un territorio che ospita una popolazione di 2 milioni di abitanti e appena l’1,3% dei positivi sui controllati con ben 73,2 persone sottoposte a tampone per ogni positivo (il dato più alto d’Italia), l’eccellente lavoro di contact tracking svolto dalle autorità ha spento sul nascere un focolaio che da Palmi avrebbe potuto dilagare ovunque. E invece i 2 congiunti rientrati a Palmi, cittadina di 20 mila abitanti nella provincia di Reggio Calabria, dall’Emilia Romagna, senza sintomi ma positivi al Covid-19, sono subito emersi grazie ai tamponi a tappeto disposti sui rientri da fuori Regione: i loro contatti sono stati subito individuati e posti in isolamento, con l’obbligo dei tamponi. Quasi tutti negativi: fino al momento sono emersi appena altri 6 casi, tutti delle stesse famiglie. Abbiamo soltanto 8 positivi, tutti asintomatici, nessuno di loro necessita di ricovero. E la Regione ha disposto per 4 giorni la chiusura della zona costiera di Palmi, la Tonnara, dove risiedono i positivi, per fare i tamponi a tutti. Già Venerdì si riapre, con il focolaio isolato e circoscritto.

La situazione è sotto controllo, abbiamo consapevolezza della catena del contagio. Sappiamo da dove viene, le persone interessate sono già in quarantena da giorni ed è stata assunta una misura precauzionale attraverso un’ordinanza della presidente della Regione Calabria Jole Santelli che sicuramente aiuterà” ha detto il prefetto di Reggio Calabria, Massimo Mariani, in una dichiarazione rilasciata alla Dire. “Non parlerei di picco – ha aggiunto Mariani è un episodio legato al fatto che sono ripresi i movimenti e purtroppo questo porta a qualche rischio. Tuttavia il sistema a Reggio Calabria, e lo abbiamo dimostrato nei mesi piu’ difficili, è stato in grado di seguire con la massima attenzione queste situazioni“.

Il Comune di Palmi, dando la notizia, spiega che nel corso della concertazione con la Regione Calabria e tutte le autorità competenti, “siamo riusciti a scongiurare una chiusura della città e una chiusura prolungata dell’area costiera“. Quattro giorni dunque, per tutelare sia la salute sia la stagione estiva, oltre che per essere certi di ripartire in totale sicurezza. Questo tempo servirà inoltre per effettuare una capillare campagna di screening, nel corso della quale saranno effettuati tutti i tamponi necessari, che consentirà di avere un’effettiva contezza della situazione.

Durante i fitti colloqui tenuti con i vertici della Regione Calabria e delle autorità competenti, abbiamo concordato le modalità per tenere in debita considerazione le diverse esigenze della nostra città, contemperando le necessità sanitarie ed economiche. Si tratta di una misura che mira a conciliare i diversi interessi in gioco, perché da un lato tutela la salute con uno screening che ci consentirà di avere a breve un quadro reale della situazione, mentre dall’altro costituisce un sacrificio di qualche giorno che ci permetterà poi di ripartire e vivere al meglio e in totale sicurezza tutto per il resto della stagione estiva appena iniziata. Infine, rinnoviamo l’appello ad un comportamento sempre rispettoso delle regole, per il bene della collettività e della nostra città. Con l’impegno di tutti e senso di responsabilità ne usciremo presto e più forti di prima“.

In Calabria, quindi, il Coronavirus continua a non circolare e i pochi casi positivi di importazione da fuori Regione, vengono subito individuati e circoscritti con il pronto e fermo intervento delle autorità, attente a non abbassare la guardia ma consapevoli che non ha senso fermare la vita di milioni di persone senza alcun valido motivo.