Coronavirus, sprint tra una decina di vaccini, tra cui quello cinese: il punto sulle sperimentazioni

Dei 124 prodotti in sperimentazione censiti dall'OMS, ora sono circa una decina quelli che sembrano essere in grado di sostenere la domanda sia in termini clinici che industriali

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Continua serrata la corsa ad un vaccino che possa aiutare a contrastare la pandemia di coronavirus. Mentre le sperimentazioni dei vari prodotti in tutto il mondo si stanno espandendo e stanno coinvolgendo un numero crescente di Paesi e di pazienti, si stanno cominciando a definire e a organizzare anche le fasi successive, ossia quelle necessarie alla realizzazione di grandissime quantita’ di dosi che dovranno essere distribuite in tutto il mondo in maniera tempestiva. Intanto, si restringe il numero dei candidati che possono arrivare alla fine della sperimentazione, riuscire ad ottenere risultati clinici apprezzabili in termini di sicurezza e di efficacia, e possono gia’ contare su piattaforme che possono arrivare a produrre e distribuire milioni di dosi di vaccino nel mondo. Dei 124 prodotti in sperimentazione che erano stati censiti dall’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (OMS), ora sono circa una decina quelli che sembrano essere in grado di sostenere la domanda sia in termini clinici che industriali.

Tra questi, secondo le stime elaborate da Morgan Stanley “Covid 19: What to watch in vaccines”, quelli che potrebbero arrivare alla fine del percorso sono almeno otto: quello prodotto da CanSino Biologics, che e’ stato il primo ad essere sperimentato sull’uomo e ad aver rilasciato su peer review (Lancet) i risultati della sperimentazione di fase I; quello prodotto dalla AstraZeneca e sviluppato dallo Jenner Institute di Oxford insieme alla Irbm di Pomezia, per il quale il governo italiano ha sottoscritto un accordo per l’acquisto di 400 milioni di dosi, da distribuire in Europa; quello della BionTech societa’ tedesca, che ha invece un finanziamento di cento milioni di euro da parte della Banca Europea degli Investimenti; quello messo a punto da Moderna negli Stati Uniti, che e’ anche il piu’ innovativo sotto il profilo scientifico; quello della Johnson & Johnson che sembra essere un po’ in ritardo ed entrera’ in fase I di sperimentazione solo nella seconda meta’ di luglio, e quello di Sanofi e Glaxo Smith Kline, che hanno unito le forze per mettere a punto un vaccino contro il Sars-CoV 2 che dovrebbe arrivare sul mercato nella seconda meta’ del 2020.

vaccino coronavirusC’è anche un altro vaccino cinese prodotto dalla inopharm China National Biotec Group (CNBG), che negli ultimi giorni ha annunciato l’accordo con il Ministero della Salute degli Emirati Arabi per una sperimentazione di fase III che verrà effettuata proprio nel paese sul Golfo Persico. Intanto i risultati delle prime fasi di sperimentazione, sembrano incoraggianti. I test erano iniziati il 12 aprile ed hanno coinvolto 1.120 volontari di eta’ compresa tra i 18 e i 59 anni. I risultati hanno rivelato un buon livello di sicurezza, senza che negli studi clinici siano stati riscontrati casi di gravi effetti collaterali. Si tratta di uno dei primi vaccini che entrano in questa fase sperimentale.

La prima fase esamina principalmente la sicurezza del vaccino; la fase II valuta l’immunogenicita’ ed esplora il processo di immunizzazione in un numero limitato di individui; la fase III considera la sicurezza e l’efficacia del vaccino in un campione di popolazione piu’ ampia. Se un vaccino viene confermato sicuro ed efficace durante l’intero processo della sperimentazione clinica, il test viene considerato riuscito e il vaccino entra nella fase di produzione su larga scala. Questo annuncio fa ipotizzare che il prodotto elaborato dalla biotech cinese possa essere pronto gia’ prima della fine dell’anno.

Altro prodotto che ha raggiunto un livello importante e’ quello dello Jenner Institute, dell’Universita’ di Oxford, i cui trial clinici sono in corso non solo in Gran Bretagna, ma anche in Brasile e in Sudafrica. Anche in questo caso si parla di consegna dei primi risultati e quindi dei primi lotti gia’ entro la fine del 2020. Infine, altro prodotto estremamente promettente e’ quello dell’americana Moderna, sul quale pero’ si stanno addensando nubi legate a un potenziale conflitto legale legato alla paternita’ di alcuni brevetti con il National Institute of Health che proprio ieri ha rivendicato la proprieta’ congiunta del vaccino.