Fase 2, da mezzanotte riaprono i confini regionali ma non mancano le polemiche: “Qualche quota di rischio va presa o non riapriremo mai”

Tra chi spinge per un immediato e completo ritorno alla normalità e chi avrebbe voluto più prudenza, l'Italia riapre i confini regionali

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Dalla mezzanotte, scatta un importante passo in avanti nella fase 2 dell’emergenza coronavirus in Italia: la riapertura dei confini regionali e quindi il ripristino della libera circolazione in tutto il Paese. Un provvedimento atteso ma che non trova d’accordo tutti i presidenti di Regione. Le posizioni dei governatori sono delle più diverse.

Da giorni Attilio Fontana (Lombardia), Luca Zaia (Veneto), Alberto Cirio (Piemonte) e Giovanni Toti (Liguria) spingono per un immediato e completo ritorno alla normalita’. Zaia, da parte sua, nei giorni scorsi aveva anche detto di aspettarsi n provvedimento del governo, un Dpcm, per l’apertura dei confini regionali, ma da Palazzo Chigi nessuna risposta “anche perche’ – si e’ fatto notare – la liberta’ di spostamento dal 3 giugno era stata prevista nel decreto del 18 maggio”. Critico, sulla riapertura regionale, il presidente della Toscana, Enrico Rossi, secondo il quale bisognava aspettare ancora una settimana: “La diffusione del virus in Toscana, come in altre Regioni, e’ stata il prodotto della fuga dalla Lombardia poco prima del lockdown, e questo avrebbe dovuto consigliare un po’ di prudenza e la pazienza di aspettare una settimana in piu’ prima di aprire tutto. Non so a chi avrebbero potuto far male”.

Critico anche il governatore campano, Vincenzo De Luca: “Davvero non si comprende – ha scritto in un post – quali siano le ragioni di merito che possano motivare un provvedimento di apertura generalizzata e la non limitazione della mobilita’, nemmeno per le province ancora interessate pesantemente dal contagio. Si ha la sensazione che per l’ennesima volta si prendano decisioni non sulla base di criteri semplici e oggettivi, ma di spinte e pressioni di varia natura. Si poteva decidere semplicemente che i territori nei quali nell’ultimo mese c’era stato un livello di contagi giornalieri superiore a un numero prefissato (200 – 250 – 300), fossero sottoposti a limitazioni nella mobilita’ per un altro breve periodo”.

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Christian Solinas, governatore sardo, ha continuato fino all’ultimo a ribadire che per entrare nell’isola serviva una sorta di “passaporto sanitario” e non ha fatto alcun passo indietro rispetto alla posizione del ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, che lo aveva dichiarato incostituzionale. “Tratteremo fino all’ultimo per un accordo con il governo, ma se non riusciremo a trovarlo, allora – ha spiegato – appronteremo un sistema piu’ articolato che prevede la registrazione dei passeggeri all’ingresso su una piattaforma e la compilazione di un questionario epidemiologico che serve a noi per avere contezza su dove concentrare i maggiori controlli. Allo studio anche un bonus da spendere in Sardegna per chi si sottoporra’ al test”.

In Sicilia, il governatore Nello Musumeci ha archiviato l’idea del “passaporto sanitario”, ed ha messo sul tavolo nuove regole: “Occorrera’ verificare la provenienza, l’esistenza di eventuali casi sospetti nel nucleo familiare, indicare giorno dopo giorno la tracciabilita’ della presenza del turista. Ricordo soltanto che siamo al centro di una pandemia e che tutto il resto appare davvero piccola cosa. Non sto parlando di libera circolazione, ma di chi liberamente viene in Sicilia e accetta la collaborazione con le autorita’ sanitarie locali”, ha chiarito il presidente siciliano. E c’e’ anche la possibilita’ di scaricare l’app “Sicilia sicura”, ma su base volontaria.

Dalla Puglia, invece, Michele Emiliano, sottolinea che “e’ arrivato il momento di riaprire il Paese a condizioni di normalita’ e la condizione di normalita’ fondamentale e’ la liberta’ di circolazione“. La governatrice Jole Santelli ribadisce che la Calabria e’ pronta ad accogliere a braccia aperte i turisti: “Siamo a contagio zero – evidenzia – e nel rispetto di tutte le misure contro il coronavirus, ora posso dire a chi arriva in Calabria: l’unico pericolo sara’ quello di ingrassare”. Via libera all’apertura anche da parte del presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, che anche nella veste di presidente della Conferenza delle Regioni ha invitato a smorzare i toni. “Mi auguro – ha sottolineato – che si riduca il tasso di polemica, e per quanto mi riguarda spero che si possa ripartire ovviamente tutti insieme. Mi piacerebbe che si evitasse, come ho visto in certe giornate, il dibattito di accuse e controaccuse tra diverse Regioni rispetto a quello che succedera'”. In ogni caso – ha aggiunto – “qualche quota di rischio va presa, altrimenti non riapriremo mai“.