L’Alaska rimuove il “Magic Bus” di Into the Wild: troppe vittime

Il "Magic Bus" in Alaska, reso famoso dal libro Into the Wild e dall'omonimo film, è stato rimosso ieri dalle autorità dello Stato

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L’autobus abbandonato in Alaska, reso famoso dal libro Into the Wild e dall’omonimo film, è stato rimosso ieri dalle autorità dello Stato. Il motivo: era troppo pericoloso.

Il Magic Bus si trovava infatti in un’area remota, dove i cellulari non prendono, la natura è aspra e le condizioni meteo spesso imprevedibili e sono stati in molti a non sopravvivere nel tentativo di raggiungerlo. Pertanto, per tutelare la salvaguardia della sicurezza del pubblico, l’Alaska lo ha rimosso definitivamente.

La sua leggenda tra origine da una tragedia che si consumò nel settembre del 1992 quando fu rinvenuto vicino al veicolo il corpo di Christopher McCandless, il giovane di 24 anni che voleva vivere nella natura. La sua storia divenne un libro e poi un film firmato da Sean Penn e il bus diventò il simbolo di libertà e meta di escursionisti spesso improvvisati.

Il salvataggio all’inizio di quest’anno di cinque turisti italiani e la morte l’anno scorso di una donna bielorussa hanno portato le autorità ad intensificare gli appelli alla rimozione del “Magic Bus”, così lo aveva ribattezzato McCandless, situato nel Parco nazionale di Denali, a poco meno di 400 chilometri da Anchorage, capitale dello Stato.

E’ stata la Guardia nazionale dell’esercito dell’Alaska a rimuovere il bus. La sorte del mezzo, prelevato con un elicottero durante una missione di addestramento e quindi “priva di costi” aggiuntivi, non è ancora stata decisa.