5G, cos’è la tecnologia di rete e come funzionano le antenne: perchè non deve preoccuparci

Focus sulla tecnologia 5G: cos'è e come funziona

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di Kirieleyson – Si dice che in Italia siamo tutti allenatori. Dal barbiere, che è stato per decenni un luogo di aggregazione e confronto per il genere maschile (non ho dati per affermare di cosa parlino le donne dal parrucchiere), prima ancora che i clienti iniziassero a passare  il tempo d’attesa unicamente guardando il telefonino, questi si impegnavano in accese ed estenuanti discussioni su cosa avessero dovuto fare gli allenatori professionisti la domenica precedente. E ciò anche se gli unici calci ad un pallone li avevano dati all’età di otto anni nel cortile sotto casa.

Oggi il fenomeno mi sembra scomparso, forse a causa della gran quantità di commentatori sportivi professionali in giro e che hanno assorbito tutta l’attenzione dei tifosi.

Ma, fortunatamente, c’è pur sempre qualcosa di cui discutere animosamente, al di fuori delle sale da barba, anche quando non si ha la minima competenza sull’argomento di turno: basta parlare per slogan e frasi fatte e scegliere il mezzo di diffusione più utilizzato: i social.

Tanto non costa nulla e la platea raggiunta è talmente ampia che qualsiasi commento venga partorito, anche il più stravagante, trova comunque adepti e linfa a sufficienza per diffondersi.

Una discussione che mi ricorda oggi tanto le diatribe ascoltate da bambino dal barbiere, è quella, corroborata da giustificazioni pseudo scientifiche, sul 5G.

Gli esperti e i santoni di questo secolo, più o meno organizzati nei più variegati comitati, o anche in ordine sparso, hanno decretato che il 5G è dannoso, tanto che secondo loro si dovrebbero distruggere i ripetitori esistenti e si dovrebbe impedirne l’installazione di nuovi.

Le motivazioni addotte sono:

  • si tratta di una nuova tecnologia, non ancora sperimentata e come tale non esistono certezze che non faccia male;
  • utilizza frequenze più alte rispetto a quelle in uso nelle altre reti cellulari e, avendo le onde elettromagnetiche generate, una più elevata energia rispetto a quelle prodotte dalle antenne “tradizionali“, sono più percolose;
  • per la copertura di un territorio sono previste molte più antenne e quindi vi sarà più esposizione ai campi elettromagneti da parte della popolazione.

Vediamo di affrontare tali argomentazioni, fornendo qualche precisazione e qualche esempio di semplice comprensione.

Tanto per cominciare, il 5G non è una nuova tecnologia ancora da sperimentare, bensì si tratta della stessa tecnologia usata da decenni per le reti cellulari.

Il 5G è di fatto un’evoluzione del 3G e del 4G.

Ha il vantaggio di trasmettere dati ad una velocità elevatissima (minimo di 1 Gbit/s e  fino ad un massimo teorico di 20Gbit/s), con una latenza quasi nulla (cioè senza subire ritardi), consentendo la connessione di tantissimi dispositivi che potranno scambiarsi dati in tempo effettivamente reale.

L’emissione delle antenne 5G è dinamica, cioè le antenne irradiano solo quando ci si collega; inoltre hanno una emissione direzionale, cioè trasmettono solo nella direzione del dispositivo ad esse collegato.

Le antenne delle reti attuali trasmettono invece di continuo ed in ogni direzione, sia che vi siano dispositivi ad esse collegati o no.

La situazione della rete cellulare attuale è paragonabile a quella in cui esiste una cisterna cui sono collegate delle utenze cui viene distribuita acqua giorno e notte, anche quando nessuno la richiede mentre, mentre con il 5G, grazie all’installazione di rubinetti, l’acqua viene erogata solo alle utenze che la richiedono.

E’ vero che il 5G utilizza una frequenza più elevata rispetto ai precedenti sistemi e che ad una frequenza più elevata corrisponde un livello energetico maggiore ed è anche vero che, con il 5 5G, vi saranno più antenne.

Ma proprio perché, a parità di area da coprire, le antenne saranno tante, per fornire il servizio, per ognuna di esse, servirà anche meno potenza.

Facciamo un esempio pratico. La fiamma di un fiammifero ha ben 400°C, ma a 10 centimetri di distanza non sento alcun calore, mentre se mi piazzo a mezzo metro di distanza davanti ad un phon acceso, che eroga aria calda a soli 70°C, ne sento bene l’effetto ed in breve mi si asciugheranno i capelli.

Il fiammifero, pur sviluppando una temperatura ben più elevata del phon, ha una potenza termica trascurabile e non produce effetti su di me, anche se me ne metto quattro davanti. Un altro discorso è se appoggio il dito sulla fiamma.

Come è anche un altro discorso se metto la testa dentro il forno a microonde (dispositivo universalmente utilizzato e che sviluppa anch’esso un campo elettromagnetico, peraltro abbastanza intenso).

Come è pure un altro discorso se mi metto in spiaggia sotto il sole di Agosto per 12 ore senza protezione. E’ bene ricordare infatti che i raggi solari non sono altro che onde elettromagnetiche e per giunta a frequenza immensamente più alta di quelle usate per il 5G (e quindi caratterizzati da un livello energetico ben più alto).

Tutto ciò non significa che non dobbiamo fare attenzione agli effetti dei campi elettromagnetici, ma non vuol dire nemmeno che dobbiamo fare a meno della tecnologia che ne fa uso e che ci consentirà di vivere meglio, adducendo motivazione che non hanno alcun supporto scientifico.

Abbiamo volutamente tralasciato di confutare la panzana paranoica che il 5G abbia alimentato il Coronavirus, al fine di evitare di addentarci in un territorio ancora più impervio di quello dei fautori della terra piatta, delle le scie chimiche, dei vaccini traccianti e dei complotti dei governi che non vogliono farci sapere che ci sono gli alieni in mezzo a noi, per addentrarci in quello, ancora più affascinante e sconcertante della stregoneria tecnologica, cui qualcuno vorrebbe spingerci.