Coronavirus, il viceministro Sileri: “Come sarà il nostro autunno? Basta osservare il Nord Europa”

"Quello che sta accadendo in Nord Europa - ha spiegato Sileri - potrebbe essere predittivo di ciò che accadrà in Italia tra qualche mese"

MeteoWeb

Osservare quello che accade in Nord Europa nelle prossime settimane per prevedere il nostro autunno. E’ questa, in sintesi, l’indicazione del viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, intervistato su Skytg24. “Quello che sta accadendo in Nord Europa – ha spiegato Sileri – potrebbe essere predittivo di ciò che accadrà in Italia tra qualche mese. Osservare Germania, Belgio e gli altri Paesi del Nord Europa verso fine agosto, quando le loro temperature scenderanno tra i 10 e 20 gradi, cosa che da noi accadrà ad ottobre, ci farà capire se l’abbassamento della temperatura si correla anche alla ripresa del virus”.

I dati di questa osservazione potrebbero aiutarci ad essere più preparati, secondo il viceministro. “Osservare ciò che accade nel Nord della Germania, dove la temperatura comincerà ad essere più fresca dalle prossime settimane – ha ribadito – ci consentirà di comprendere se esiste un eventuale andamento stagionale del virus”, ha concluso invitando tutti alla “massima attenzione, massima cautela: non abbassiamo la guardia”. 

“Aprire le frontiere e i posti di lavoro facendo un uso ‘spregiudicato’ dei tamponi, coinvolgendo i medici competenti per i lavoratori. E’ assurdo non procedere in questa direzione. Cerchiamo però di fare un’azione comune con il resto d’Europa. Questa scelta sarà inevitabile. – prosegue il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, rispondendo – a Sky tg 24 – sul problema delle coppie italiane non sposate rimaste separate dal virus perché uno dei partner è residente in Paesi ad alta circolazione del virus. Un problema, hanno spiegato i giornalisti, al centro di molte domande dei telespettatori. “Ho già scritto al comitato tecnico scientifico”, ha detto Sileri convinto che bisogna puntare sull’uso ampio dei test. “Se si fa un tampone all’arrivo e poi se fa un altro dopo 5 giorni e sono ambedue negativi si deve essere liberi di muoversi. Dobbiamo abituarci a questa strategia che deve essere fatta a livello globale, almeno della comunità europea. Perché questo virus è un malattia da cui bisogna difenderci con le armi migliori che abbiamo. In questo caso rappresentate dalla diagnostica e dalla prevenzione”. Oggi “la regola del doppio tampone rappresenta una sicurezza”. Ma “forse più in là si potrà valutare anche la carica virale: al di sotto di una certa soglia si potrà essere considerati sicuri. Ma è presto per dirlo, decideranno gli scienziati”, ha concluso Sileri.