Coronavirus, buone notizie dal vaccino Johnson: funziona sui macachi

Buoni risultati anche dalla sperimentazione del vaccino anti-Covid del Beth Israel Deaconess Medical Center e l'azienda Johnson & Johnson

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Buoni risultati anche dalla sperimentazione del vaccino anti-Covid del Beth Israel Deaconess Medical Center e l’azienda Johnson & Johnson. Negli studi pre-clinici condotti sui macachi, il vaccino Ad26 ha indotto elevati livelli di anticorpi neutralizzanti, non è stata rilevata la presenza del virus nelle basse vie respiratorie, ed è riuscito a prevenire infezioni successive, proteggendo i polmoni. In forza di tali dati, pubblicati sulla rivista Nature, l’azienda ha avviato a luglio negli Stati Uniti e in Belgio una sperimentazione di fase 1/2a su volontari sani, con l’intenzione di passare ad una sperimentazione di fase 3 in settembre in vista della registrazione.

Le sperimentazioni di fase 1/2a valuteranno la sicurezza, le reazioni al vaccino e la risposta immunitaria su 1.000 adulti sani tra i 18 e i 55 anni, nonche’ tra adulti dai 65 anni in su. Complessivamente sono stati testati 7 prototipi di vaccino, ma l’Ad26 è quello risultato più efficace.

“I dati suggeriscono inoltre che i livelli di anticorpi possono servire come biomarcatori della protezione vaccinale”, aggiunge Dan Barouch, direttore del Centro di virologia e ricerca sui vaccini del Beth Israel Deaconess Medical Center. Come ha evidenziato Paul Stoffels, Vice Presidente del Comitato Esecutivo e Chief Scientific Officer di Johnson & Johnson, “questi dati pre-clinici mostrano che il nostro candidato vaccino ha dato luogo ad una forte risposta di anticorpi e ha fornito una protezione completa o quasi completa con una singola dose”. I risultati “ci incoraggiano mentre progrediamo nello sviluppo del nostro vaccino, e in parallelo potenziamo la produzione, avendo iniziato un trial di fase 1/2a in luglio con l’intenzione di passare ad una sperimentazione di fase 3 in settembre“, continua. L’azienda sta discutendo con i partner la possibilita’ di avviare un studio clinico di fase 3 a settembre ai fini della registrazione con una dose di vaccino, in attesa dei dati intermedi dei trial di fase 1 e 2, e dell’approvazione degli organi di controllo, e ne sta pianificando un altro di fase 3 con due dosi di vaccino.