“Il Covid c’è, non è mai scomparso”. A dirlo, in un’intervista a ‘Il Corriere della Sera’, è il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, secondo il quale lo stato d’emergenza serve, ma rassicura: “Non ci saranno limitazioni della libertà personale”. “Nonostante i tentativi di alcuni di fare gli ottimisti a prescindere – spiega Boccia – il dato oggettivo è che il mondo ha vissuto la peggiore settimana dall’esplosione del Covid. E questo deve dare valore ai sacrifici che abbiamo fatto fino a oggi e che non vanno sprecati. L’Italia in questo momento è uno dei Paesi più sicuri”.
Alla domanda sul perché l’obiettivo contagi zero sia fallito, risponde: “Contagio zero per tutti lo avremo solo quando ci sarà il vaccino. Quando abbiamo deciso di far ripartire le attività, pur con tutto il rigore e i controlli, sapevamo di doverci assumere un rischio”.
Sarà necessario richiudere i confini del Paese? “No – risponde – perché oggi le nostre reti sanitarie sono assolutamente in grado di reggere. Come terapie intensive e sub intensive e come capacità degli ospedali di superare qualsiasi crisi siamo anche più forti del periodo pre-Covid”.
Per quanto riguarda la possibilità di allungare la lista dei Paesi per i quali è vietato l’ingresso, frena: “Al momento non è necessario, però, se servirà, il ministro Speranza proporrà il blocco anche per altri Paesi. Barcellona è costretta a introdurre nuove restrizioni, gli Stati Uniti sono in ginocchio, per non parlare di Brasile, Perù, Cile, Messico… Questo ci preoccupa sul piano sanitario, ma anche sul piano economico, perché vengono meno gli scambi commerciali e turistici”. “Se noi, senza fare terrorismo, manteniamo alta la tensione, è perché il 70% dei positivi lo abbiamo ancora in casa. Quando ribadiamo che lo stato di emergenza è una sorta di scudo per tutti è perché consente alle Regioni di agire in emergenza e intervenire in sostegno di imprese, lavoratori e famiglie in deroga alle norme vigenti”, conclude.
