Coronavirus, il prof. Mascitelli spiega il successo dell’Eparina: “è la migliore arma che abbiamo, ecco perchè si muore molto di meno”

Coronavirus, la testimonianza del prof. Mascitelli e l'amarezza per il comportamento delle autorità sanitarie della Regione Toscana nei suoi confronti

MeteoWeb

A metà aprile, quindi ormai quasi tre mesi fa, su MeteoWeb abbiamo intervistato il prof. Alessandro Mascitelli che ci ha raccontato come ha scoperto che non era la polmonite ad uccidere i pazienti con il Coronavirus, evidenziando per primo l’importanza dell’eparina.

Oggi, dopo tre mesi, la situazione è cambiata e il prof. Mascitelli torna a fare il punto della situazione ai microfoni di MeteoWeb: “Non sono un virologo nè mi occupo di statistiche per cui lascio agli addetti ai lavori il compito di fornire dati sull’andamento della pandemia“, esordisce l’esperto. “Onestamente, le confesso che ho le idee confuse anche io, ho sentito dire tutto ed il contrario di tutto, notando divergenze tra i vari specialisti, talvolta anche dallo stesso specialista che a distanza di poco tempo ritornava sui suoi passi sovvertendo la sua verità. Alcuni dati sono però inconfutabili: le Terapie Intensive dedicate al Covid-19 ultimamente si sono svuotate e si muore di meno. Perché ? Innanzitutto conosciamo meglio questo Virus, come si comporta  e come si può cercare di combatterlo. Si ricorda? Già ai primi di marzo il Sottoscritto analizzando alcune cartelle cliniche di Pazienti affetti da Covid-19, supportato dai primissimi lavori scientifici anche se un poco “nebulosi”, pubblicati dai colleghi Cinesi e confortato dall’esperienza del Prof Mario Petrini, Ematologo Università di Pisa di fama internazionale, portai avanti una sua intuizione: si moriva principalmente per trombosi dei vasi sanguigni: ecco quindi che l’uso dell’Eparina, (anticoagulante) diveniva indispensabile per salvare la vita al paziente. Sarò stato il primo in Italia a sostenere questa tesi, ma non ha alcuna importanza anche se fossi stato il secondo, il terzo o il quarto: fondamentale  fu aver acceso, assieme ad altri, una lampadina per far luce sulla reale problematica legata al Coronavirus“.

Di acqua sotto i ponti ne è passata molta – prosegue Mascitellie oggi sappiamo che il Virus si aggancia alla membrana cellulare sul sito dell’Heparan Solfato, entrando nella cellula tramite l’ACA E2. Paroloni che indicano semplicemente che il virus attacca l’Endotelio, la “pellicina” sita sulla parete interna dei nostri vasi venosi ma anche arteriosi, provocando in ultima analisi la trombosi, cioè  l’occlusione dei vasi . Ecco perché  un rilevante  numero di  pazienti intubati non ce la facevano, perché l’ossigeno non poteva essere assorbito dai vasi ostruiti dal trombo. Oggi sappiamo pure che Eparina ed Heparan Solfato sono chimicamente simili, ecco che questo farmaco, circolando nel sangue, può “spiazzare” l’attacco del Virus sull’endotelio. Inoltre trombosi ed infiammazione da Covid-19 sono strettamente collegate e l’Eparina, farmaco non di sintesi ma estratto soprattutto dal suino, è pure antiinfiammatorio. Certamente l’Eparina non è l’unica arma che abbiamo a disposizione nella guerra contro in Covid 19 ma sicuramente, allo stato attuale, si è dimostrata molto importante. Gli anti infiammatori steroidei (cortisone) e non steroidei, gli antibiotici (per evitare una sovrapposizione batterica, alcune volte letale), alcuni antivirali, il plasma di donatori guariti dal Coronavirus  (interessante in situazioni critiche, ma non capace, da solo, di dare immunità permanente) e non dimentichiamoci di  “madre natura”, il nostro sistema immunitario, lento ma indispensabile per dare una risposta efficace: ecco la priorità di mantenere con tutti i mezzi i cui disponiamo, e non ultimo proprio l’eparina, per tenere in vita il paziente. Per quanto riguarda invece il vaccino, occorre ancora tempo, e non sappiamo quanto di preciso“.

Mascitelli conclude con un pizzico di amarezza per la scarsa considerazione ricevuta in Toscana: “”Nessuno è Profeta in Patria”: quanto è vera questa massima! Ad oggi, benchè abbia provato con più mezzi un dialogo con le varie Autorità Sanitarie Toscane (Mail  inviate dal Sottoscritto anche a nome del Prof. Petrini, ed apparso  più volte sui Media (TV, Quotidiani di rilevanza Nazionale, Siti Internet Italiani ed Internazionali) non sono riuscito ufficialmente ad interloquire con nessuno di loro. Peccato, che amarezza. Il mio lavoro coadiuvato dal Prof. Petrini, è comunque andato avanti grazie ai Colleghi dell’AFI (Associazione Flebologi Italiani), di cui ho l’onore di essere Socio, i quali – costatata l’importanza della Terapia Eparinica – tramite la nostra a rete medica nazionale, hanno divulgato la notizia agli addetti ai lavori, anticipando ogni burocrazia (i primi esami autoptici di deceduti per Covid-19 parlavano chiaro: i cadaveri erano “pieni di trombi”). Oggi l’Eparina fa parte del protocollo terapeutico a tutti gli effetti“.

Sinceramente – conclude Alessandro Mascitellisono orgoglioso per  quello che ho fatto, certamente assieme ad altri, poco o tanto che sia, ed appagato quando alcuni pazienti o soggetti incontrandomi mi riconoscono e mi dicono “grazie”, è una gioia ed un emozione forte. A tal proposito in data 17 Luglio a Caserta sono stato invitato, unico Toscano, ad un Simposio di livello Nazionale avente per titolo “Verità sul Covid 19: esperienze a confronto”. Sarà presieduto dal Prof. Guarnaccia (Napoli). Mi siederò a una Tavola Rotonda assieme ai prof. Santoliquido (Roma), Ronconi (Brescia), Forzanini (Verona), con commento finale del prof. Coppi (Milano) , davanti ad una folta platea di colleghi, cui seguirà conferenza stampa.  Sì, è proprio cosi: nessuno è Profeta in Patria!

Riteniamo che l’orgoglio del prof. Mascitelli sia l’orgoglio di tutti gli italiani che possono onorarsi di un medico così brillante, che è riuscito a salvare molte vite umane con un’intuizione straordinaria in un momento drammatico per il nostro Paese: la sua testimonianza ci consente di capire ulteriormente quanto sia profondo il solco tra i medici impegnati in prima fila nella trincea della guerra al Coronavirus, e coloro che invece chiacchierano sui mass-media utilizzando toni, linguaggi e contenuti completamente differenti rispetto a chi è impegnato sul campo di battaglia.