Commentando gli articoli sugli “anticorpi boomerang” che ieri hanno spaventato ulteriormente gli italiani sul Coronavirus, il noto virologo Guido Silvestri ha spiegato che “la strategia comunicativa è chiara. Corriere della Sera e Repubblica sono giornali filo-governativi la cui linea editoriale basata sulla “prudenza” (parola usata a senso unico, perché sui danni delle chiusure la prudenza non esiste proprio) si traduce nel seminare paura tra i lettori. Paura che da un lato fa dimenticare gli errori di gestione politica di COVID-19 — la ben nota narrativa della “catastrofe immane” che non si poteva evitare — e dall’altro fa digerire lo stato di continua emergenza… così rimanendo ben saldi al potere“.
“Sulla questione scientifica specifica – spiega poi Silvestri – l’ipotesi di questi colleghi è nuova come il caschetto biondo di Raffaella Carrà. Infatti l’idea che anticorpi possano aumentare la gravità di una seconda infezione (nel caso di Dengue) o di una infezione post-vaccino (nel caso di SARS) attraverso un meccanismo chiamato Antibody-Dependent Enhancement (ADE) nasce molti anni fa – per la prima SARS, vedi Jaume M et al., J Virol 2011; Wang SF et al., BBRC 2014. Ed anche per COVID-19 se ne scrive pubblicamente dal febbraio scorso (vedi Tetro JA “Is COVID-19 receiving ADE from other coronaviruses?” Microbes Infect. 2020 Mar;22:72-73. Epub 2020 Feb 22.). Io stesso ne ho parlato varie volte qui su Facebook, e proprio ieri ne discutono su Nature, a proposito di futuri vaccini per COVID-19, i miei vecchi amici Colin Havenar-Daughton e Antonio Lanzavecchia (Arvin AM et al, Nature, 13 July 2020). Ripetiamo: una ipotesi vecchia di 10 anni e che tutti nell’ambiente conosciamo a menadito. Allora dobbiamo chiederci: perché dare quel titolo terroristico in pasto al pubblico per qualcosa che non cambia di una virgola quello che sappiamo su COVID-19? Mentre si ignora ogni articolo su Cell o Science che suggerisce come gli anticorpi monoclonali e i vaccini per SARS-CoV-2 funzionano nei modelli animali senza indurre alcun segno di ADE? E poi: perché certi esperti “organici” si stracciano le vesti se Clementi o Bassetti o Zangrillo ipotizzano l’indebolimento del virus, tacciandoli di “chiacchiere da bar”, ma non fanno notare con simile “purezza epistemologica” che questa degli “anticorpi boomerang” è solo una ipotesi per ora non sostanziata da alcun dato forte?”
Silvestri spiega che sono “tutte domande retoriche. La risposta è nella strategia della paura“. E poi chiosa: “confesso che sono deluso da questo tipo di giornalismo e dai colleghi che adottano i criteri del rigore scientifico a seconda di dove tira il vento. Ma temo che dovremo rassegnarci che per un po’ si andrà avanti così. Io, nel mio piccolo e finché sarò in salute, continuerò a dire quello che penso senza remore o timori. E’ la mia piccola grande libertà, che deriva dal vivere ad un oceano di distanza e dall’aver fatto carriera senza aver mai chiesto favori ai potenti italiani. Mi è costata qualche sacrificio, questa scelta di indipendenza, ma mai come in questo momento mi accorgo che ne valeva la pena“.


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