E’ già arrivata la seconda ondata di coronavirus in Germania? Il grido d’allarme lo ha lanciato il governatore della Sassonia, Michael Kretschmer, che in un’intervista alla Rheinische Post ha affermato che “già da tempo siamo alla seconda ondata: abbiamo tutti i giorni nuovi focolai dai quali potrebbero arrivare numeri di contagi molto alti”. A detta del presidente sassone, ora il compito è di “spezzare” ogni giorni quest’onda con i distretti sanitari tedeschi.
“Finora questo riesce in modo straordinario”. In effetti le cifre dei nuovi contagi indicano ultimamente un costante aumento: il Robert Koch Institut (Rki) ha parlato di oltre 820 nuove infezioni al giorno, una media nettamente piu’ alta di qualche settimana fa, quando la crescita di nuovi contagi si aggirava intorno ai 500 al giorno. “Si tratta di uno sviluppo molto preoccupante. Dobbiamo assolutamente evitare un nuovo aggravarsi della situazione”, afferma ancora il governatore.
L’aumento è stato registrato in varie regioni del Paese, sebbene circa il 60% delle nuove infezioni si sia registrato nel Nord Reno-vestfalia e nel Baden-Wuerttenberg. L’Rki ha descritto la recente evoluzione come “preoccupante” e ha fatto appello alla popolazione affinche’ continui a rispettare le regole di igiene ed il distanziamento sociale.
Un fattore di rischio è la stagione delle vacanze, che, da un lato, può portare le persone a portare il virus dai loro viaggi all’estero e, dall’altro, torna a moltiplicare gli incontri familiari. Secondo Kretschmer, per contenere una nuova diffusione delle infezioni la sfida adesso e’ quella di procedere in maniera “più precisa” a livello locale attraverso il sistema federale tedesco, al contrario di quello che accade in Paesi governati “in modo centralizzato” come la Francia e la Polonia.
Per certi aspetti il governatore è ottimista: “Chissà che da questa pandemia non emerga un nuova forma di coesione nel Paese. In questa crisi le persone dell’est e dell’ovest reagiscono allo stesso modo“. C’è anche un altro indicatore che mostra come la percezione intorno alla pandemia stia cambiando in Germania: in diversi aeroporti tedeschi chi ritorna dalle vacanze può sottoporsi gratuitamente ai tamponi anti-Covid. In particolare, sono gli scali di Monaco, Duesseldorf, Colonia/Bonn e Dortmund a offrire la possibilita’ dei test. Berlino potrebbe seguire già la prossima settimana.
Non solo: il ministro alla Sanità, Jens Spahn, sta valutando la possibilità di rendere i tamponi agli aeroporti obbligatori per chi rientra in Germania da zone considerate a rischio. Insieme ai ministri alla Sanità dei vari Laender, Spahn aveva deciso di offrire la possibilità del tampone gratuito, chi risultasse positivo dovra’ stare in quarantena per due settimane. L’obbligatorieta’ segnerebbe un notevole salto di qualita’. Parlando con l’emittente Deutschlandfunk, il ministro alla Sanita’ ha detto di “puntare sul senso di responsabilità dei viaggiatori” e su ulteriori campagne di sensibilizzazione. La questione se rendere i test obbligatori non e’ banale: “Stiamo valutando se sia giuridicamente possibile, si tratta pur sempre di un intervento nella libertà del singolo”. Nondimeno, “vediamo un numero molto alto di contagi come non c’era da molto tempo. Siamo di fronti a tanti piccoli focolai. Tutto questo pero’ ha che vedere soprattutto con i viaggi, con i ritorni da determinate aree”. Stando al conteggio dei contagi aggiornato giornalmente dalla Zeit online, siamo a circa 3600 nuove infezioni su base settimanale. Dieci giorni fa la media era ben più bassa: 2400.
