Coronavirus, picchiato brutalmente per aver chiesto di indossare la mascherina sul bus: autista muore dopo giorni di agonia

L'autista non voleva far salire 4 giovani sul mezzo perché sprovvisti di mascherina: è stato aggredito brutalmente e lasciato in fin di vita

MeteoWeb

“La pandemia ci renderà migliori”. È una delle tante frasi di speranza e augurio circolate in questi mesi di pandemia di coronavirus nel mondo. Ma a giudicare da certe azioni, non siamo affatto migliorati. Un autista di bus è morto dopo giorni di agonia in ospedale, dove era finito dopo la violenta aggressione da parte di una banda di giovani fra cui due pregiudicati, che rifiutavano di indossare le mascherine.

La terribile storia arriva dalla Francia, precisamente da Bayonne, nei Pirenei, e lascia tutti sotto shock. Philippe Monguillot, questo il nome dell’autista, non voleva far salire i giovani sul mezzo perché sprovvisti di mascherina. Monguillot ha chiesto in modo deciso al gruppo di 4 persone di controllare il titolo di viaggio di uno di loro, esigendo la mascherina a bordo da parte degli altri 3. Aggredito, Monguillot, 59 anni, e’ stato lasciato in fin di vita e ieri i familiari hanno annunciato il decesso. Era in stato di morte cerebrale.

L’aggressione e’ stata di un’“estrema violenza” secondo la procura di Bayonne e i colpi fatali sono stati diretti alla testa della vittima. Due uomini, pregiudicati di 22 e 23 anni, si trovano per il momento in stato di detenzione per l’omicidio. Gli altri due, di una trentina d’anni, sono accusati di complicita’ e omissione di soccorso e si trovano in stato di fermo.

Il governo, per bocca del premier Jean Castex, ha parlato di “crimine abietto” che “non restera’ impunito”. Il ministro dell’Interno, Gerald Darmanin, ha affermato: “E’ stata un’aggressione odiosa, inqualificabile, confido nella magistratura per punire gli autori di questa barbarie“, aggiungendo che “non si tratta di un fatto di cronaca”. “Il presidente della Repubblica, il primo ministro e il ministro dell’Interno – ha continuato – non permetteranno che questa violenza gratuita diventi qualcosa di banale. Il conducente di un bus deve poter guidare il suo mezzo senza rischiare la vita“. Arrivando a Bayonne, Darmanin ha incontrato una delegazione di personale dei mezzi pubblici che gli hanno espresso la rabbia della categoria, spiegando che da lunedi’ si astengono dal lavoro in base al loro diritto in presenza di minacce alla sicurezza.