La strada che porterà l’uomo su Marte “è assolutamente una scelta di politica e di policy delle grandi agenzie spaziali tra cui c’è l’Agenzia Spaziale Italiana”. Così l’astronauta italiano dell’Esa, Luca Parmitano, nel corso del collegamento in diretta da Houston con l’Agenzia Spaziale Italiana. Parmitano ha evidenziato che per arrivare sul pianeta rosso, le Agenzie spaziali “devono assolutamente mettersi d’accordo per decidere quando arrivare su Marte, pianeta mille volte più lontano della Luna, quindi si incrementa il peso del progetto“. “Si tratta di creare la base per una aggregazione globale che porti nelle prossime decadi su Marte. Se riusciamo in questi dieci anni ad andare sulla Luna, allora arriveremo anche su Marte“ ha affermato Luca.
“Qualsiasi sarà il mio futuro come astronauta lo affronterò con entusiasmo ed siccome in questa decade” l’obiettivo sarà “andare sulla Luna, da parte mia c’è volontà e desiderio ad andare anche sulla Luna”. Risponde così ai giornalisti l’astronauta dell’Esa Luca Parmitano riguardo un suo possibile coinvolgimento in una missione su Marte, parlando da Houston in collegamento con l’Asi. “Io faccio l’astronauta di professione ed il sogno di un astronauta è di volare nello SPAZIO. Ogni missione ha il suo valore, un suo appeal innegabile” sottolinea Parmitano. “Il mio compito -chiarisce – non è dire se sarò io ad andare su Marte, ma dire se sono la persona giusta. Qualsiasi sarà il mio futuro come astronauta lo affronterò con entusiasmo”.
“Andare su Marte? Intanto speriamo di andare sulla Luna con un astronauta italiano, e quindi il progetto Artemis serve come trampolino di lancio per Marte, il Lunar Gateway è il passo di partenza verso il pianeta rosso”. Così il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia, durante il collegamento con Houston con l’astronauta italiano dell’Esa Luca Parmitano. “Luca è impaziente di andare su Marte” ha scherzato quindi Saccoccia.
Le grandi missioni spaziali, come le prossime sulla Luna e poi verso Marte, non solo “sono un passo ulteriore nella capacità umana di esplorare” ma consentono anche “un enorme salto in avanti nel gestire tecnologie e innovare, portare un contributo di ritorno su tecnologie terrestri”.


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