Paesi frugali: quali sono e perché si chiamano così? E’ nato tutto da un “errore” di traduzione

Paesi frugali, quali sono e perché si chiamano così? Cosa vogliono Olanda, Austria, Svezia, Danimarca, Finlandia?

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I Paesi membri dell’Unione europea sono divisi sul Recovery Fund, il fondo per la ripresa  dalla Commissione per aiutare gli Stati alle prese con la crisi economica generata dalla pandemia di Coronavirus.
Nel programma, che deve ottenere il sostegno di ogni capitale europea, i fondi sarebbero raccolti sui mercati direttamente dalla Commissione europea tramite obbligazioni garantite dal bilancio comunitario e verrebbero resi disponibili ai Paesi più bisognosi sotto forma anche di sussidi, e non solo di prestiti: la proposta prevede lo stanziamento di 750 miliardi di euro, di cui 500 miliardi a fondo perduto e 250 sotto forma di prestiti a condizioni favorevoli.

Il fronte dei contrari vede in prima linea i cosiddetti Paesifrugali” (Danimarca, Svezia, Paesi Bassi, Austria e in linea di massima anche la Finlandia), fin dall’inizio scettici rispetto alla proposta di Bruxelles: si tratta degli Stati più “rigoristi“, che vogliono abbassare l’ammontare totale del fondo e gli aiuti a fondo perduto. Si oppongono a una massiccia raccolta di soldi sul mercato e all’introduzione di nuove tasse.

La definizione “frugale” arriva dal quotidiano finanziario britannico Financial Times, che già a metà febbraio, prima del Covid, aveva usato l’aggettivo inglese “frugal” per indicare Austria, Danimarca, Olanda, Svezia, i cui premier avevano scritto una lettera al giornale: nella lettera, i 4 spiegavano le ragioni del loro essere “frugal” (“parsimoniosi“). La stampa italiana ha tradotto frettolosamente in “frugali”, che da noi indica in realtà più la moderazione nel mangiare e nel bere.

Oggi è il 4° giorno di quello che ormai è il vertice più  lungo della storia recente dell’Unione Europea, a conferma sia dell’importanza delle scelte da prendere sia delle difficoltà che si stanno incontrando per trovare una soluzione.
Ieri un’altra una giornata intensa, con vari Stati che non sono ancora riusciti a conciliare i propri punti di vista.
I Paesi frugali non vogliono abbandonare la propria posizione, nonostante gli sforzi diplomatici da parte degli altri Stati membri.