I succhi di frutta sono tra gli alimenti prediletti per i più piccoli che spesso, per colazione o merenda, accompagnano il loro pasto con questa tipica bevanda dolce a base di frutta. Tuttavia quanta sicurezza c’è nel consumarli?
L’incubo pesticidi e microtossine è sempre dietro l’angolo. Per tale ragione il prof. Alberto Ritieni, docente di Chimica degli Alimenti alla facoltà di Farmacia presso l’Università Federico II di Napoli e autore di libri e rubriche per Il Salvagente, ha deciso di analizzare 21 campioni di succo di pera proveniente dai mercati italiani.

Dal punto di vista del regolamento Ue, vi sono dei imiti massimi di residui (LMR) per il succo di pera che corrispondono a quelli delle pere. Per quanto riguarda le micro tossine, il regolamento (CE) n. 1881/2006 riguarda la contaminazione nel succo di pera, fissando un LMR a 50 ng / mL per la patulina.
I succhi di pera biologici si sono rilevati vincenti, evidenziando una quantità di residui di pesticidi significativamente inferiori (p <0,05) rispetto ai campioni convenzionali.
Dai risultati si evince una vasta contaminazione del succo di pera, pertanto i ricercatori invitano a fare attenzione al consumo perché, sopratutto nei bambini, un’ingestione quotidiana di sostanze avverse potrebbe essere pericolosa sul lungo termine.