Nuovi controlli nel bosco di Caronia (Messina) nella zona dove lo scorso 19 agosto è stato ritrovato il corpicino del piccolo Gioele. Due squadre dei vigili del fuoco sono arrivate con pale, picconi e diverse scatole. I vigli del fuoco sono scesi proprio nella zona del ritrovamento dei resti del bambino di 4 anni, a circa 300 metri dal luogo in cui è stata trovata la madre Viviana Parisi. Sul posto anche diverse macchine della Guardia di Finanza, dei carabinieri e della Polizia.
Sono proseguiti per tutta la notte, nei boschi di Caronia (Messina) gli accertamenti con il luminol in alcuni casolari e abitazioni rurali nei pressi del luogo di ritrovamento dei resti del piccolo Gioele. Gli uomini della Polizia scientifica, accompagnati da alcuni veterinari, hanno anche seguito dei prelievi di sangue su alcuni animali, tra cani molossoidi, meticci e suini neri dei Nebrodi per estrarre il Dna e poi fare le comparazioni con il Dna sul corpicino del piccolo Gioele, ritrovato da un volontario lo scorso 19 agosto.
Ieri i Vigili del fuoco hanno disboscato la zona per permettere alla Squadra sopralluoghi della Scientifica di potere raggiungere con più facilità il terreno avvolto da una fitta vegetazione. Il Procuratore capo di Patti Angelo Vittorio Cavallo, intanto, ha sottolineati, ieri pomeriggio, che “gli accertamenti genetici effettuati sui tamponi prelevati all’interno del mezzo e sul parabrezza hanno finora fornito esito negativo, anche per quanto riguarda la presenza di eventuali tracce di sangue” .
“Si è concluso un ulteriore ciclo di prelievi ed accertamenti sulla autovettura Opel Corsa in uso a Viviana Parisi al momento dello svolgimento dei fatti“, ha detto. E poi ha specificato che “il lavoro del collegio di consulenti incaricati degli esami autoptici, genetici e morfologici, nominato il 25 agosto, è tuttora in corso ed è nelle sue fasi iniziali; tale compito, come è facilmente intuibile, si preannuncia lungo, complesso e, per forza di cose, articolato in numerose sessioni. Contrariamente a quanto riportato da alcuni organi di stampa nei giorni scorsi, pertanto non è ancora possibile formulare, allo stato, alcuna seria ipotesi sulle cause di morte del piccolo Gioele. Come già detto in precedenza, questo ufficio prosegue tuttora le indagini in ogni direzione, senza tralasciare alcuna ipotesi”.
Sono state trovate delle tracce ematiche, nella notte, durante i rilievi eseguiti nei boschi di Caronia (Messina), nei pressi del luogo in cui è stato trovato il corpicino del piccolo Gioele. Ma non si sa se appartengono ad animali o all’uomo. A darne conferma è l’avvocato Pietro Venuti, legale della famiglia Mondello, che ha partecipato agli accertamenti durati tutta la notte. Sono state fatti anche dei prelievi da alcuni animali, cani e suini, per poi tracciarne il Dna.





























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