Coronavirus, Bob Sinclar contro il distanziamento: “Non togliamo alla gente la libertà di ballare, la regola è ‘goditi l’attimo'”

"Il distanziamento sociale è l’opposto di quello che significa stare insieme – ha detto il noto dj – Come puoi chiedere a chi ama ballare di mantenere una certa distanza dagli amici?"

Stanno facendo molto discutere le ultime affermazioni del noto dj Bob Sinclar il quale, in un’intervista a Repubblica, dichiara: “Il distanziamento sociale è l’opposto di quello che significa stare insieme – ha detto il noto dj – Come puoi chiedere a chi ama ballare di mantenere una certa distanza dagli amici?”. E aggiunge: “La regola è ‘goditi l’attimo’. Non ho un consiglio migliore”.

Parole impegnative, sopratutto all’indomani delle nuove misure restrittive e dei nuovi aumenti di contagi, in molti casi proprio per via di assembramenti in discoteche e luoghi da ballo. E proprio ieri la Regione Calabria ha chiuso tali luoghi, mentre dal Governo è giunto l’obbligo di tampone per chi rientra da Spagna, Malta, Grecia e Croazia, mentre i casi continuano a aumentare anche se per fortuna sono quasi tutti asintomatici.

Il contact-traking sta funzionando sì, ma non si può rischiare un nuovo collasso di ospedali e terapie intensive, né un altro lockdown che designerebbe la morte della situazione economica e psicologica degli italiani. Per questo, per scongiurare il peggio, la prima regola è un atteggiamento etico e maturo, di tutela per sé stessi e per gli altri: un monito che dovrebbero seguire in primis i giovani, il pilastro del Bel Paese. Un monito che è stato poco accolto dagli amanti della movida, se si considera che molti degli ultimi focolai hanno avuto origine proprio in discoteche e lidi all’aperto.

Non solo. Bon Sinclar evidenzia che un nuovo lockdown sarebbe  “un disastro non solo per l’economia, ma per lo stile di vita di tutti. Godere della possibilità di ballare sulla musica con gli amici è una delle chiavi di una vita felice”. E aggiunge: “Il nostro umore è al minimo, non è il momento giusto per togliere alla gente la libertà di ballare”.