Coronavirus, da domani discoteche chiuse: Silb verso ricorso al Tar, “non ci sentiamo responsabili, siamo un capro espiatorio”

"Le nostre attività hanno lavorato al pari di altri settori della società: la gente vive a contatto e spesso si assembra in ogni dove da due mesi a questa parte. La discoteca è un grandioso capro espiatorio'"

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Domani si riunirà il direttivo nazionale del Silb, il Sindacato italiano dei locali da ballo e, a seguito della decisione di Governo e Regioni di chiudere le sale da ballo, si discuterà dell’ipotesi di un ricorso di urgenza al Tar per il ripristino delle modalita’ di apertura dei locali.

La conferenza Stato-Regioni decreta la chiusura delle attività di intrattenimento. Prendiamo atto del provvedimento, basato su un aumento dei contagi. Non ci sentiamo responsabili. Le nostre attività hanno lavorato al pari di altri settori della società: la gente vive a contatto e spesso si assembra in ogni dove da due mesi a questa parte. In spiaggia, al bar, per strada, ovunque. Nonostante ciò tutte le attività restano aperte. La discoteca è un grandioso capro espiatorio'”. Così Maurizio Pasca, Presidente di Silb Fipe – Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento da ballo e di spettacolo – commenta la decisione di chiudere i locali da ballo.

La discoteca “è come sempre un grandioso capro espiatorio”, sottolinea Pasca, “capro espiatorio di piaghe sociali come l’alcol, la droga, la violenza, che secondo le statistiche trovano sfogo al di fuori di essa e non dentro. E ora, capro espiatorio di un virus che ci risulta di carica virale bassissima. Secondo il titolare del reparto di microbiologia di Treviso, addirittura difficile da trovare”.

“La discoteca è un luogo come altri – conclude – Gestita da imprenditori che fanno rispettare le regole. I comportamenti non sono imputabili al luogo, bensì agli esseri umani che li compiono. Dentro una discoteca così come altrove”.