Coronavirus, la Svezia ha azzerato i contagi mentre in altri stati europei tornano a salire: la strategia senza lockdown ha funzionato

I dati dicono che la Svezia è riuscita ad appiattire la curva senza alcun lockdown: il numero di nuovi casi è sceso del 54% mentre in altri Paesi europei è sensibilmente aumentato

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La pandemia di coronavirus ha bloccato praticamente tutto il mondo con le misure di lockdown introdotte per tentare di arginare la diffusione del virus. Ma c’è un Paese che è emerso subito per una scelta controcorrente: non imporre alcun lockdown nazionale ma fare affidamento al senso di responsabilità dei cittadini. Si tratta della Svezia, tanto criticata per il suo approccio soft ma che alla fine ha raggiunto il suo obiettivo: i dati dicono che il Paese scandinavo è riuscito ad appiattire la curva senza alcun lockdown.

La media settimanale dei nuovi casi è scesa a 200 alla fine del mese scorso, a fronte dei circa 1.140 di metà giugno. E da due settimane il numero quotidiano di decessi legati al coronavirus è a due cifre, dopo aver toccato un massimo di 115 a metà aprile. Il numero di nuovi casi in Svezia è sceso del 54% dalla fine di giugno, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Nel corso dell’ultimo mese, invece, Spagna, Francia, Germania, Belgio e Paesi Bassi hanno visto aumenti tra il 40% e il 200%, secondo l’Oms.

sveziaL’epidemia sembra quindi essere sotto controllo in Svezia ma gli immancabili critici, quelli che fin dal primo minuto si sono schierati contro la politica adottata dal Paese, ritengono che il prezzo, in termini di vite umane, sia stato troppo alto, soprattutto perché fanno il confronto con i vicini nordici: 567 morti per milione di persone in Svezia rispetto ai 106 della Danimarca, ai 59 della Finlandia o i 47 della Norvegia.

Il quadro cambia se il confronto è con i 581 morti per milione di abitanti dell‘Italia, i 680 del Regno Unito o gli 849 del Belgio. Anders Tegnell, epidemiologo capo dell’Agenzia della Sanità Pubblica di Stoccolma non ha dubbi: la strategia svedese funziona. Niente lockdown, niente mascherine, e chiusura, in un primo momento, solo per scuole superiori e università. Agli svedesi è stato chiesto solo di astenersi dai viaggi non essenziali e lavorare da casa quando possibile. Negozi e ristoranti hanno dovuto ridurre il numero di persone che potevano entrare ma non hanno mai chiuso. Gli assembramenti sono stati vietati, ma solo oltre le 50 persone. Agli ultrasettantenni è stato suggerito di non uscire ma è stato lasciato tutto al loro buonsenso, senza la minaccia di sanzioni.

Ma cosa ha portato al successo della Svezia? Gli esperti non hanno ancora una spiegazione unica ma esistono diverse teorie.

“Gli svedesi, in generale, hanno cambiato il loro comportamento durante la pandemia e la pratica del distanziamento sociale è stata molto diffusa“, ha dichiarato al sito specializzato MedPageToday Maria Furberg, infettivologa dell’Università di Umea, “da marzo a inizio giugno tutti i negozi erano pressoché vuoti, la gente aveva smesso di cenare con gli amici e le famiglie avevano interrotto i contatti persino con i parenti più stretti. Un lockdown non avrebbe potuto essere più efficace. Lavarsi le mani, usare il più possibile i disinfettanti e stare a casa al primo segnale di freddo è diventato la normalità molto presto”.

Stoccolma durante la pandemia. Foto di Jonathan Nackstrand/Afp via Getty Images

Secondo Mozhu Ding, epidemiologo del Karolinka Institute, l’appiattimento della curva è dovuto “probabilmente a una combinazione di misure adottate da individui, aziende e effetti della vasta campagna di informazione lanciata dal governo. Anche senza un lockdown rigido e obbligatorio, molte aziende hanno consentito ai dipendenti di lavorare da casa e le università hanno offerto corsi a distanza agli studenti“, ha dichiarato alla testata scientifica. Un altro fattore potrebbe essere stato l’arrivo dell’estate, con la chiusura delle scuole e la possibilità di compiere escursioni nella natura. Secondo Anne Spurkland, immunologa dell’università di Oslo, “forse la Svezia ha finalmente raggiunto un controllo maggiore della disastrosa diffusione del virus nelle case di riposo, il che può spiegare fino a un certo punto il tasso di mortalità relativamente alto“. La metà dei 5.730 decessi registrati in Svezia, infatti, è avvenuta nei ricoveri per anziani. Secondo Spurkland, però, è “troppo presto per stabilire che l’approccio svedese sia stato il più saggio“. Occorrerà aspettare l’autunno e vedere se si verificherà una seconda ondata in Norvegia e nelle altre nazioni vicine che hanno imposto il lockdown.