L’infettivologo Bassetti: “Sappiate che in Italia il Coronavirus contagia solo di sera e notte, di giorno invece si riposa”

Coronavirus, l'infettivologo Matteo Bassetti: "Si continua nella strategia del terrore e dell’allarmismo senza pensare alle conseguenze"

Si continua nella strategia del terrore e dell’allarmismo senza pensare alle conseguenze di tutto questo. La cosa che piu? colpisce e? che a farlo non siano i medici, che hanno curato e curano questa infezione, ma tutti quelli che si sono autoproclamati esperti o i miracolati dal Covid, tra cui molti medici. A questo gioco al massacro io non ci sto“: lo ha affermato, in un post su Facebook, Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova.
Ps. Sappiate che in Italia il virus lavora e contagia solo di sera e notte. Di giorno invece si riposa. Sara? mica un virus fornaio. Rido per non piangere“.

Non è con la politica del terrore come quella che stiamo facendo in queste ultime due settimane che faremo cambiare la percezione che i giovani hanno del virus“, ha spiegato questa mattina l’infettivologo Matteo Bassetti ad “Agorà Estate” su Rai3. “Dire ogni sera ‘abbiamo 500-600 contagiati’ senza dire quanti sono asintomatici, quanti hanno veri problemi, quanti finiscono in terapia intensiva, è un errore che crea inevitabilmente nell’opinione pubblica un concetto sbagliato del Covid, ‘se me lo prendo sono fritto, moriremo tutti’“. “Dobbiamo spiegare alla gente che dovremo convivere con il virus ancora per molto, molto tempo. Il report diffuso ogni sera è anacronistico e probabilmente fuorviante“.
I numeri ci dicono che uno dei problemi più grossi che abbiamo avuto è  che dal 20 al 30% di tutti i nuovi contagi riguardano persone provenienti dall’estero“. “Purtroppo il ministro Speranza aveva annunciato giustamente un mese e mezzo fa che sarebbero stati fatti controlli sulle persone provenienti da alcune aree ma a me risulta che le cosiddette ‘triangolazioni’ da Paesi ad alto rischio come Perù e Brasile non siano mai state intercettate. E lo stesso è avvenuto per la cosiddetta ‘rotta balcanica’, con i molti lavoratori regolari provenienti da Romania, Bulgaria, Serbia, Croazia“.
Bisogna continuare a investire sulla quarantena più che sul tampone. Chi arriva da zone particolarmente endemiche, deve fare la quarantena“.
Il tampone negativo non è liberi tutti, l’unico modo per essere sicuri è che il viaggiatore al rientro faccia la quarantena“.

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