Bimbo morto a Modica, eseguita l’autopsia: decesso per trauma cranico, “ucciso di botte perché piangeva”

E' stata eseguita l'autopsia sul corpicino di Evan, il bimbo di 21 mesi morto lunedì nell'ospedale di Modica, nel ragusano, per arresto cardiocircolatorio e che presentava lividi ed ematomi sul corpo

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E’ stata eseguita l’autopsia sul corpicino di Evan, il bimbo di 21 mesi morto lunedì nell’ospedale di Modica, nel ragusano, per arresto cardiocircolatorio e che presentava lividi ed ematomi sul corpo. E’ stato un trauma cranico che ha stroncato la vita del piccolo Evan.

Di fatto, è stato confermato l’esito della prima ispezione sul cadavere del bimbo le cui lesioni erano riconducibili, secondo la Procura di Siracusa e la polizia di Modica, ad un’aggressione. L’autopsia è stata eseguita nella camera mortuaria del nosocomio. Il medico ha 60 giorni di tempo per consegnare la sua relazione e dare indicazioni sulle cause del decesso. Della morte de piccolo sono accusati, in concorso, la madre ed il suo convivente.

Il procuratore di Siracusa, Sabrina Gambino, titolare del fascicolo di inchiesta sulla morte del bimbo di 21 mesi di Rosolini, sostiene che «la madre del bimbo ha solo svelato le condotte aggressive del suo compagno».
«Lui non è stato sentito mentre la madre del bimbo, durante la sua deposizione, ha spiegato che era succube del compagno», spiega il procuratore. In merito alla denuncia presentata dal padre del bimbo, il procuratore di Siracusa chiarisce: «E’ stata presentata a Genova e non ne avevamo notizia. In ogni caso, dopo averla letta, emerge che era una segnalazione dai contenuti generici».

Secondo alcune ipotesi il bambino sarebbe stato ucciso di botte perché piangeva. Ma non era la prima volta che il piccolo subiva maltrattamenti, a quanto pare: in tanti sapevano, in tanti tacevano.

Il papà del piccolo non riesce a darsi pace. «Amore mio. ti amo, papà lotterà per darti giustizia», scrive in un post, Stefano Lo Piccolo. L’uomo da tempo vive a Genova per lavoro e alla procura di quella città più o meno un mese fa aveva presentato un esposto per presunti maltrattamenti; gli uffici giudiziari lo avrebbero trasmesso al Comune di Rosolini. Così oggi accusa tutti, compresa la famiglia della ex che avrebbe dovuto fare di più per salvarlo e i servizi sociali: «Dovevano agire subito, quando ho presentato l’esposto». E assicura: «Lotterò per dargli giustizia».