Coronavirus, il ministro Speranza: “L’autunno non sarà facile, senza vaccino la partita non sarà vinta”

"Bisogna mantenere altissima la soglia di attenzione fino all'arrivo del vaccino. La partita non è vinta: siamo fuori dalla tempesta ma non in un porto sicuro"

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“Bisogna mantenere altissima la soglia di attenzione fino all’arrivo del vaccino. La partita non è vinta: siamo fuori dalla tempesta ma non in un porto sicuro”. Lo ha detto a Potenza, riferendosi all’emergenza coronavirus, il Ministro della Salute, Roberto Speranza, durante il suo intervento alla festa della Cgil Basilicata. “L’autunno – ha aggiunto Speranza – non sarà facile e dobbiamo sederci tutti intorno a un tavolo e trovare le soluzioni migliori. Fin quando non arriva il vaccino la partita non è vinta: siamo fuori dalla tempesta ma non siamo ancora in un porto sicuro”. L’ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, durante la seconda e ultima giornata della festa regionale della Cgil Basilicata, in corso a Potenza. “L’autunno non sarà facile, non abbiamo né soluzioni né bacchette magiche. Dobbiamo sederci assieme e trovare soluzioni ma nella consapevolezza della grandezza del nostro Paese”.

‘Questa crisi ha trovato tutti impreparati. Non c’era il manuale di istruzioni. C’era un virus che nessuno aveva mai incontrato che per la prima volta si rende noto in Cina, a migliaia di km di distanza dall’Italia. E’ chiaro che all’inizio siamo stati tutti in una situazione inedita’. In Italia abbiamo tra i più bravi scienziati in assoluto, l’Istituto superiore di sanità è il luogo dove hanno lavorato due premi Nobel, Rita Levi Montalcini e Enrico Fermi. Questa – ha aggiunto – è la storia della scienza italiana. Abbiamo intelligenze che ci sono invidiate a livello mondiale ma c’era un virus nuovo. Gli scienziati studiano per anni su un virus prima di consolidare una certezza. Qui abbiamo dovuto bruciare le tappe in pochi mesi. Non dobbiamo meravigliarci. Era normale che gli scienziati, di fronte a qualcosa di totalmente nuovo, avessero opinioni diverse e si confrontassero. Però, attenzione: le scelte di fondo, che gli scienziati ci hanno aiutato a fare, è stato il governo a farle. La politica deve decidere. Le scelte che abbiamo fatto sono state giuste”.

“La strada che abbiamo scelto – ha sottolineato – è quella dell’attenzione, non viene prima la questione economico-finanziaria, viene prima la salute delle persone. Abbiamo detto subito: non possiamo correre rischi, facciamo subito scelte dure, con misure durissime e addirittura il lockdown. Oggi a sette mesi di distanza rivendico a testa alta che la scelta di fondo del governo italiano, che poi è stata un modello per la maggior parte dei governi europei, è stata una scelta giusta. Chi ha scelto l’altra strada dopo un po’ di mesi è stato costretto a virare come l’Inghilterra e gli Stati Uniti. Non abbiamo pensato al Pil in quel momento – ha ribadito – abbiamo pensato a salvare la vita delle persone perché la salute viene prima di tutto”.