Ecco come un viaggio aereo si trasforma in un focolaio di Coronavirus: necessario mantenere le misure a bordo

Il coronavirus si diffonde soprattutto grazie ai superdiffusori: un viaggio in aereo si può trasformare in un focolaio

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Lo scorso marzo una passeggera positiva al Coronavirus è salita su un aereo a Londra, diretta ad Hanoi. Durante il volo ha contagiato altre quindici persone. Ora la trasmissione del virus agli altri passeggeri è stata ricostruita nel corso di uno studio scientifico, che è giunto alla conclusione della necessità di “Rivedere le regole sul distanziamento“.

La donna, 27enne, aveva solo un po’ di tosse e la gola rauca, ma di febbre nemmeno l’ombra. E’ sbarcata in Vietman dieci ore dopo e le sue condizioni erano peggiorate. La diagnosi di Covid è arrivata il 6 marzo, ovvero dopo cinque giorni. Nel mese di febbraio la donna aveva visitato Milano, poi Parigi e infine Londra, il tutto insieme alla sorella, anche lei positiva a sua insaputa.  Sull’aereo la 27enne ha contagiato quindici persone. Ora un minuzioso studio ne ha ricostruito la modalità di contagio. Concretamente è stato infettato il 92% dei viaggiatori seduti entro due sedili di distanza, più due passeggeri in economy e una hostess. Quindici persone in tutto, su un totale di 217 passeggeri. Le mascherine, c’è da precisare, non erano ancora obbligatorie e il Vietnam imponeva la quarantena solo per i viaggiatori provenienti da Italia, Iran, Corea del Sud e Cina. La ricerca sul volo Londra-Hanoi, pubblicata su Emerging Infectious Diseases e ripresa dal sito dei Centers for Disease Control americani, dimostra che distanza e protezioni sono fondamentali anche in volo, nonostante i filtri sofisticati per il ricircolo dell’aria.

I passeggeri seduti in economy e infettati, che erano a quasi venti file di distanza, potrebbero essere stati accanto alla donna durante l’imbarco o potrebbero aver toccato delle superfici infettate. Gli autori, che appartengono al National Institute of Hygiene and Epidemiology di Hanoi, al ministero della Salute e all’università di quella città, concludono la ricerca con una raccomandazione: “Le linee guida del settore aereo classificano il rischio di trasmissione in volo come molto basso e raccomandano il solo uso delle mascherine, senza misure di distanziamento come l’obbligo di lasciare vuoto il sedile di mezzo. I nostri risultati invitano a rivedere queste regole” e dimostrano che “la misurazione della temperatura e l’autodichiarazione dei sintomi possono non essere misure sufficienti”. Le mascherine, nei voli lunghi, possono essere tolte per bere e per mangiare. “Soprattutto i voli lunghi – proseguono gli autori – sono diventati oggetto di preoccupazione, ora che molti paesi iniziano ad allentare le misure di prevenzione”.

Inoltre, altra evidenza, è che il coronavirus si diffonde soprattutto grazie ai superdiffusori: secondo i calcoli il 20% degli infetti ha contagiato l’80% dei positivi della pandemia da coronavirus. Il 70% non avrebbe invece contagiato nessuno. La donna vietnamita fa probabilmente parte nella categoria dei superdiffusori.