Influenza, Federfarma: “Per i vaccini alle farmacie si valuta l’ipotesi import da estero”

Per far fonte al fabbisogno di vaccini antinfluenzali nelle farmacie, sul quale quest'anno ci sono criticità a causa della super richiesta alle aziende produttrici da parte delle Regioni, "una delle ipotesi è quella dell'importazione dall'estero"

Per far fonte al fabbisogno di vaccini antinfluenzali nelle farmacie, sul quale quest’anno ci sono criticità a causa della super richiesta (17 mln di dosi rispetto ai 12,5 mln del 2019) alle aziende produttrici da parte delle Regioni, “una delle ipotesi è quella dell’importazione dall’estero”.

Lo ricorda il presidente di Federfarma, Marco Cossolo, precisando che “questa ipotesi è una delle possibili soluzioni contenute nell’intesa raggiunta lunedì scorso in Conferenza Stato-Regioni, e che prevede il coinvolgimento dell’Aifa per l’eventuale import da paesi stranieri”.

Cossolo ribadisce all’Adnkronos Salute – anche alla luce dell’ennesimo incontro dei rappresentanti dei farmacisti con il ministero della Salute ieri pomeriggio – la “necessità di sondare tutte le soluzioni possibili”, per poter garantire una copertura vaccinale alle persone che, non rientrando nelle categorie a rischio per le quali la vaccinazione è raccomandata, vogliono vaccinarsi acquistando il vaccino in farmacia.

“Purtroppo la quota di dosi che le Regioni hanno deciso di destinare alle farmacie”, pari all’1,5% di quelli acquistati, ovvero “circa 250mila dosi, è assolutamente insufficiente a raggiungere questo obiettivo – afferma– soprattutto quest’anno quando si prevede un notevole aumento della richiesta che potrebbe raggiungere 1 milione e mezzo di cittadini”.