Spazio: il ritorno al volo di Vega

Il piccolo lanciatore europeo Vega ha ripreso le normali operazioni presso la base europea di lancio. Come ha fatto Vega a raggiungere questo successo dopo l'anomalia che ha fermato tutti i lanci di questo vettore?

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L’ESA ha lavorato intensamente con l’Industria per risolvere il problema che si presentò il 10 luglio 2019 sul volo Vega VV15 e per garantire un ritorno al volo in sicurezza il prima possibile.

In quello che è stato il primo insuccesso dall’inaugurazione del Vega nel 2012, nel lanciatore si è verificata una anomalia a 130 secondi e 850 millisecondi dopo il decollo. Un difetto sulla parte superiore del motore Zefiro23 del secondo stadio ha consentito ai gas caldi di combustione di penetrare nello stadio poco dopo la sua accensione, provocando la rottura del lanciatore.

Il 4 settembre 2019, dopo approfondite indagini, una Commissione Indipendente d’Inchiesta co-presieduta dall’Ispettore Generale dell’ESA insieme al Vice Presidente Senior Tecnico e della Qualità di Arianespace, ha proposto, sulla base dei risultati ottenuti dopo una serie completa di analisi e test, un piano di verifica dettagliato. Ha inoltre proposto un insieme di azioni correttive su tutti i sottosistemi, processi e apparati interessati.

L’ESA ha lavorato con i partner e con l’Industria per implementare tali attività rapidamente e in maniera efficiente.

Il dettagliato piano di attività per un  ritorno al volo in sicurezza di Vega, a seguito dell’approvazione nell’ambito di Space19+, è stato implementato dall’Industria sotto la guida dell’ESA come Autorità di Qualifica del Sistema di Lancio Vega.

Il piano comprendeva le raccomandazioni della Commissione Indipendente d’Inchiesta, un piano di verifica completo per consolidare l’analisi della causa principale, un insieme di misure correttive su tutti i sottosistemi, processi e apparati interessati, l’’mplementazione di azioni per la mitigazione del rischio e finalizzate a migliorie sia progettuali che di produzione e la valutazione dettagliata di ogni modifica proposta.

Avio, con sede in Italia, è il contraente principale dell’ESA e produttore di Vega.

“ESA e Avio, in coordinamento con Arianespace e con il CNES, hanno lavorato instancabilmente insieme per implementare tutte le complesse misure correttive. È stata un’impresa ardua”, commenta Renato Lafranconi, Vega Exploitation Programmes Manager dell’ESA.

A gennaio 2020 una revisione progettuale dello stato di qualifica del sistema di lancio guidata dall’ESA, denominata Launch System Delta Qualification, ha confermato che tutte le azioni necessarie richieste per un ‘ritorno al volo’erano state implementate correttamente.

La campagna di lancio per il volo Vega VV16 è cominciata a febbraio, in tempo per un lancio pianificato per la fine di marzo, ma interrotta pochi giorni prima della data di lancio dalle misure di contenimento in atto presso la base spaziale europea per mitigare gli effetti della pandemia COVID-19.

Con l’allentamento delle restrizioni ma prendendo le dovute precauzioni per garantire la salute del personale, Arianespace – che gestisce la famiglia di veicoli di lancio europei presso la base spaziale europea – ha ripreso le campagne di lancio l’11 maggio.

“Tutti i partner hanno collaborato per la ripresa dei lanci – ESA, CNES, Arianespace e Avio – nelle condizioni estremamente difficili in cui si trovava la Guyana francese a causa delle misure di contenimento dovute alla pandemia. Nonostante ciò, è stato garantito un controllo attento delle operazioni, per garantire la perfetta qualità del veicolo di lancio in quella che è la sua prima configurazione in lancio multiplo con 53 satelliti a bordo. Ciò ha richiesto il superare le misure restrittive con soluzioni innovative come l’utilizzo di occhiali intelligenti durante la preparazione del carico utile, così da permettere ai clienti di monitorare da remoto le operazioni sui propri satelliti”, ha spiegato Lafranconi.

Le condizioni meteorologiche sfavorevoli sopra alla base di lancio spaziale hanno impedito diversi tentativi di lancio, e il vettore e il suo carico sono stati tenuti in condizioni di sicurezza fin quando Vega non si è alzato dallo spazioporto europeo con il volo VV16 il 3 settembre (2 settembre ora di Kourou) per il suo nuovo servizio di lancio  in ‘rideshare’ per piccoli satelliti.

Utilizzando il nuovo dispenser SSMS – Small Spacecraft Mission Service -, Vega ha portato 53 satelliti nello spazio rilasciandoli progressivamente in una sequenza coordinata in due diverse orbite eliosincrone.

Questa prima missione europea in modalità ‘rideshare’ può ora portare a servizi regolari di questa tipologia e sarà estesa ai nuovi veicoli di lancio europei, Vega-C e Ariane 6.

“Vega è tornato a volare con successo, con il nuovo SSMS, che offre capacità di lanci multipli. Un successo doppiamente grande! La leadership dell’ESA è stata fondamentale per garantire il successo del ritorno al volo di Vega e per aver proposto e spinto per il nuovo concetto del dispenser SSMS. Questi risultati sono frutto del forte impegno e della dedizione da parte dei partner e dell’Industria europea a lavorare insieme per ristabilire e migliorare continuamente le capacità di lancio dell’Europa”, ha commentato Stefano Bianchi, Capo Sviluppi Trasporto Spaziale dell’ESA.