“A questo punto è necessario ricorrere a misure più drastiche, quelle messe in atto non sono sufficienti”. Lo afferma all’ANSA Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società Italiana di Malattie Infettive e tropicali (Simit). A fronte dell’aumento di contagi registrati, rileva, “misure più drastiche sarebbero la chiusura di scuole superiori e università, la limitazione della circolazione dei cittadini, potenziamento dello smart working, ulteriori limitazioni delle strutture aperte al pubblico, fino al lockdown nazionale“.
Un indicatore da considerare, ha aggiunto Andreoni, è anche l’aumento dei decessi: “E’ chiaro che i decessi sono direttamente proporzionali al numero degli accessi in ospedale e sono quindi destinati a salire con l’attuale trend dei casi”. Quindi un monito: “Ritengo che non bisogna assolutamente minimizzare ciò che sta accadendo, dando una lettura rassicurante. Va detto invece che questo virus è molto aggressivo ed i contagi stanno salendo velocemente”.
“Anche se oggi si adottassero misure più severe – ha spiegato Andreoni commentando la crescita di contagi registrata nel bollettino odierno del ministero della salute – per le prossime 2-3 settimane avremo comunque un trend di questo tipo con numeri sostenuti dal momento che le misure impiegherebbero appunto almeno 14 giorni per fare sentire il proprio effetto in termine di mitigazione dei casi”.
E’ inoltre chiaro, avverte l’esperto, che “quando si raggiungono valori così elevati diventa difficile anche fare il tracciamento, ovvero seguire e identificare i contatti per bloccare l’ulteriore diffusione del virus”. Il tracciamento “può funzionare in comunità chiuse, come scuole e uffici, ma è impossibile – rileva – quando la diffusione del virus è così ampia. Nel giro di 2-3 settimane avremo un numero di pazienti Covid che sarà difficilmente gestibile se rimaniamo al livello attuale di posti disponibili nelle terapie intensive e nei reparti ordinari dedicati”. Lo sottolinea all’ANSA Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società Italiana di Malattie Infettive e tropicali (Simit) e ordinario di Malattie Infettive all’Università di Roma Tor Vergata, “E’ necessario – afferma – attivare subito ulteriori posti letto”.
Considerando che gli effetti delle misure di contenimento “si manifestano a distanza di almeno 15 giorni – ha spiegato Andreoni –, stimo che nelle prossime settimane si avrà comunque un livello alto nel numero dei casi, anche se fossero prese oggi delle misure più forti come un lockdown totale”.
Dunque, ha avvertito, “temo che dovremo imparare a confrontarci con questi numeri in crescita anche nelle prossime settimane. Questo significa che dobbiamo essere pronti ad affrontare una pressione crescente sulle terapie intensive ed i reparti Covid. Dobbiamo attivare subito ulteriori posti”. Una situazione di “sofferenza si sta iniziando a registrare anche a Roma. A Tor Vergata, dove lavoro, la situazione e’ complicata e stiamo aprendo ulteriori reparti”.
