Coronavirus, in Campania ospedali da campo dell’Esercito e posti letto in cliniche e strutture religiose. Chiusura delle scuole ha peggiorato la situazione

Coronavirus, in Campania la situazione peggiora drammaticamente dopo la chiusura delle scuole. Maggiori assembramenti incontrollati tra giovani alimentano il contagio

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La Regione Campania ha diffuso i dati relativi all’emergenza Coronavirus. A fronte di 17.735 tamponi effettuati, sono stati scoperti 3.103 nuovi casi di positività al contagio. Di questi, 242 riguardano pazienti con sintomi. Gli asintomatici sono 2.861. Nelle ultime 24 ore ci sono stati anche 20 morti e 265 guariti. Il tasso di positivi sui tamponi effettuati è del 17,5%, a testimonianza di quanto il virus stia circolando nel territorio regionale, nonostante le scuole siano chiuse da 16 giorni. Una circostanza che testimonia come la chiusura delle scuole non serve ad abbassare la curva epidemiologica, anzi gli assembramenti incontrollati dei ragazzi che non vanno a scuola potrebbero essere un nuovo fattore di contagio, mentre in classe sono controllati e rispettano le regole. Dalla Campania, quindi, arriva un’importante testimonianza rispetto alle scelte da adottare in materia di istruzione. Si tratta, tuttavia, dell’unica Regione europea che ha deciso di chiudere le scuole (seguita soltanto ieri dalla Puglia), mentre altrove, in tutti gli altri Paesi, gli alunni continuano regolarmente ad andare in classe.

Intanto sono 164 i pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva in Campania, 21 in più rispetto a ieri. I posti di terapia intensiva attivabili su base regionale, informa il bollettino odierno diffuso dall’Unità di crisi della Regione, sono 227. I posti letto di degenza occupati sono 1.297 su 1.500 posti di degenza disponibili. Sono 580 i posti letto di terapia intensiva complessivi presenti su base regionale in Campania, 16 in più rispetto al dato contenuto nel bollettino di ieri.

Abbiamo una linea di contatto in corso per l’ipotesi di ambulatori allestiti dall’esercito. Stiamo facendo delle valutazioni ma dobbiamo essere pronti ad ogni necessita‘”. ha detto all’ANSA Antonio Postiglione, capo dell’equipe medica dell’Unita’ di Crisi per il Covid della Regione Campania. “C’e’ un colloquio in corso–  spiega – a livello nazionale per cominciare ad approfondire la logistica e l’allestimento delle tende per il pretriage che e’ un’esperienza gia’ fatta. Certo, non possiamo aprire ospedali da campo senza personale ma stiamo facendo ogni tipo di valutazione. Abbiamo delle linee aperte su ogni tipo di previsioni di tendenza del virus, se si fara’ sara’ per disingolfare l’attesa davanti ai pronto soccorso, quello che a volte oggi succede nelle ambulanze“.

La domanda di posti letto cresce in maniera esponenziale e stiamo aprendo tutte le linee di assistenza per dare il servizio a tutti i cittadini. Stiamo cominciando ad ampliare l’offerta aprendo a convenzioni sul covid con gli ospedali privati accreditati e gli ospedali religiosi” ha aggiunto Postiglione. “Abbiamo già provveduto – spiega – ad allargare l’offerta con la sospensione dell’elezione, ma ora siano nella fase 3 a livello nazionale e quindi estendiamo la richiesta di collaborazione sui posti letto, sempre nelle more di misure maggiormente restrittive nell’ambito del distanziamento sociale“. Le prime riunioni con le strutture private convenzionate sono già in corso, mentre per gli ospedali religiosi saranno coinvolti con posti letto covid gli ospedali Fatebenefratelli di Napoli e Benevento, la Villa Betania e il Camilliani di Casoria (Napoli).

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