“Gli effetti” delle nuove misure introdotte nel Dpcm “dovranno essere valutati nell’arco di due settimane, e non nei prossimi giorni”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, rispondendo in Aula alla Camera ad un interrogazione sui dati scientifici alla base delle misure disposte dal decreto del presidente del Consiglio del 24 ottobre 2020, anche in relazione alla asserita carenza di pubblicità dei lavori del Comitato tecnico-scientifico. Per il premier si tratta dunque di “misure severe ma necessarie per contenere i contagi”.
“Il quadro relativo alla diffusione della pandemia è preoccupante. Il governo non ha mai smesso di investire per rendere più resiliente il sistema sanitario nazionale e la scuola, con 17 miliardi di euro dall’inizio dell’anno. Abbiamo continuato ad operare anche quando la proroga dello stato di emergenza veniva messa in discussione. E’ evidente che a dispetto degli investimenti e delle misure prese, c’è una oggettiva difficoltà ad assicurare che le regole di distanziamento siano sempre rispettate da tutti gli utenti dei servizi di trasporto e per questo nell’ultimo Dpcm abbiamo deciso misure per alleggerire il trasporto”.
Nel mese di ottobre abbiamo assistito a un aumento dei casi, e la nostra curva epidemiologica allo stato risulta compatibile a quella di tipo 3: non abbiamo adottato misure secondo un criterio arbitrario né abbiamo fatto una gerarchia tra le attitività. Le misure vanno considerate nel loro complesso e hanno effetti di qui a due settimane. Con lo smart working e la didattica a distanza contiamo di diminuire le occasioni di socialità e ridurre la pressione sui mezzi pubblici, così come per la chiusura alle 18 delle attività ristorative e ricreative. A tali misure si è attenuto il governo nell’adozione del Dpcm. Il governo, nella giornata di sabato, ha inviato una bozza del Dpcm al Cts sollecitando un parere sul merito e il Cts, dopo ampia analisi – leggo testualmente – “ha condiviso i provvedimenti inseriti nel testo”.
“Il quadro europeo della pandemia è allarmante. Molti Paesi presentano un notevole incremento dei positivi e anche Francia e Germania annunciano misure restrittive”.
