Coronavirus, il nuovo Dpcm del premier Conte: lo “stato di emergenza” verrà prorogato fino al 31 gennaio 2021

Coronavirus, le ultime indiscrezioni sul nuovo Dpcm del governo

Il ministro della Salute Roberto Speranza riferirà martedì alle Camere sul nuovo dpcm anti-Covid e sulla proroga dello stato di emergenza, poi in Consiglio dei ministri verranno adottati i relativi provvedimenti. E’ questo l’iter ipotizzato questa sera, a quanto si apprende, nel corso della riunione del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione e il ministro Francesco Boccia. La proposta del governo alle Camere è prorogare lo stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021 e introdurre l’obbligo di mascherine all’aperto in tutta Italia. Per rendere effettiva la proroga serve una delibera in Consiglio dei ministri ma anche un decreto che disegni la cornice normativa, dal momento che le norme del precedente decreto Covid sono valide fino al 15 ottobre: un Cdm ad hoc potrebbe essere convocato martedì stesso o mercoledì. Quanto al dpcm con le specifiche misure anti contagio, il provvedimento sarà firmato dal presidente del Consiglio subito dopo il confronto con il Parlamento, probabilmente la sera di martedì 6 ottobre, dal momento che il precedente dpcm scade il 7. Possibile anche che si rendano necessari due diversi dpcm: uno ‘ponte’ che traghetti al 15 ottobre ed un successivo che contenga le misure in vigore fino alla fine di gennaio.

Quello dell’obbligo delle mascherine all’aperto è, per il momento, l’unico punto fermo del nuovo Dpcm. Sulle altre misure in risposta al risalire dei numeri dei positivi da Covid-19 si deciderà dopo il dibattito parlamentare, in seguito alla illustrazione della situazione che farà il ministro Speranza martedi’ in Parlamento. Durante la riunione presieduta dal premier Conte si è decisa una stretta sui controlli riguardanti gli assembramenti e la movida, ma per ora non è stato ancora deliberato nulla – riferiscono alcune fonti di governo – circa la possibilità di una chiusura anticipata degli orari dei locali.

Coronavirus, l’ipotesi di uno stop alle Regioni che vogliono misure più “soft”

Un divieto per le Regioni di adottare norme anti-contagio meno restrittive di quelle del governo. E’ l’ipotesi discussa, a quanto si apprende, questa sera nel corso della riunione del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione, il ministro Boccia e il sottosegretario Fraccaro. La stretta potrebbe arrivare con le nuove misure anti-Covid, attese in settimana: l’idea e’ quella di permettere ai governatori di adottare proprie disposizioni ma solo se piu’ restrittive di quelle nazionali e invece vietare di introdurne di piu’ “soft”, come avvenuto la scorsa estate con le discoteche.

L’obbligo di mascherina all’aperto, l’ultima follia anti-scientifica dei governatori