L’obbligo di mascherina all’aperto, l’ultima follia anti-scientifica dei governatori

Cinque Regioni hanno varato un'ordinanza che obbliga l'utilizzo della mascherina all'aperto: un provvedimento folle, che non aiuterà nella lotta alla pandemia ma aumenterà le tensioni sociali

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L’obbligo di indossare la mascherina all’aperto, ovunque, a prescindere dal distanziamento, è l’ultima assurdità delle autorità italiane nell’isterico tentativo di arginare il contagio da Covid-19 senza fare riferimento alla scienza. La prima Regione ad adottare il provvedimento è stata la Campania del governatore De Luca la scorsa settimana. Dopo un giorno l’ha seguito la Calabria di Jole Santelli, poi la Sicilia di Musumeci. Oggi il Lazio di Zingaretti e la Basilicata di Bardi hanno adottato analoga ordinanza. Che adesso potrebbe diventare una norma da Dpcm nazionale, secondo quanto dichiarato dal sottosegretario al Ministero della Salute, Sandra Zampa, che oggi ha detto che “Si potrebbe decidere di obbligare l’utilizzo le mascherine all’aperto a fronte dell’aumento di casi, molti sindaci e presidenti di Regione stanno andando in questa direzione. Il governo valuta settimana per settimana e non è da escludere un provvedimento nazionale“.

covid mascherina obbligatoria all'apertoMa anche stavolta l’unico, nel panorama politico italiano, a dire con schiettezza le cose come stanno sotto il profilo scientifico è stato Vittorio Sgarbi, che senza mezzi termini ha commentado col paragone più calzante: “è come proporre ad uno di portare il profilattico quando dorme da solo, quando si fa una sega“.

In modo più elegante, ma altrettanto schietto, il virologo e professore alla Emory University di Atlanta, Guido Silvestri ha spiegato che “Obbligare l’uso delle mascherine all’aperto a tutti e senza riguardo per la distanza inter-personale — quindi, per esempio, ad una persona che passeggia da sola in un parco o al mare — è, scientificamente parlando, una completa idiozia, e tutti quelli che capiscono un briciolo di epidemiologia e virologia lo sanno benissimo. L’unico motivo “razionale” per fare una ordinanza come questa – prosegue Guido Silvestriè il considerare i cittadini incapaci di comportarsi basandosi sull’evidenza scientifica e sul buon senso (cioè usare le mascherine al chiuso e quando non è possibile stare ad almeno 1-1.5 metri di distanza), e scegliere invece di trattarli da sudditi che vanno terrorizzati con provvedimenti estremi affinché si comportino bene in quello che realmente serve. Io mi chiedo, e vi chiedo, con enorme tristezza, ma è davvero questo lo stato di cose in Campania nell’autunno del 2020? E’ davvero questo l’unico modo in cui si possa governare una regione di questa straordinaria ricchezza storica, culturale, intellettuale e soprattutto umana? Siamo sicuri che così facendo non si stimolino invece indirettamente i peggiori istinti negazionisti?“.

covid mascherina obbligatoria all'apertoChiaramente l’obbligo di mascherina all’aperto non ha alcun fondamento scientifico. La mascherina è un accessorio precauzionale che – ovviamente – è alternativo al distanziamento: se sono da solo, in una stanza dell’ufficio o in automobile o all’aperto, non ho bisogno di indossarla; al contrario se non posso rispettare il distanziamento all’aperto o al chiuso, in luoghi affollati dove  non c’è oltre un metro di distanza tra me e un’altra persona, in quel caso la mascherina ha un senso e può rivelarsi efficace.

covid mascherina obbligatoria all'apertoL’obbligo incondizionato di mascherina all’aperto ci riporterà – come sta già succedendo da giorni in Campania, Calabria e Sicilia – a vedere forze dell’ordine in assetto antisommossa nei confronti di solitari pedoni nei parchi, nelle spiagge o nelle isole pedonali. Vedrà l’aumento della rabbia e della tensione sociale nei confronti di autorità che continuano a limitare le basilari libertà personali e i diritti umani senza alcun valido motivo scientifico o sanitario. E, soprattutto, tutto questo non servirà ad evitare neanche un nuovo caso di contagio da Coronavirus.