Coronavirus, in Sicilia si vota regolarmente per le elezioni rinviate quando c’era un quinto dei casi di oggi: così stiamo imparando a convivere con la pandemia

Il Coronavirus e il voto di oggi in Sicilia, con 5 volte più casi di quando l'appuntamento elettorale era stato annullato: così stiamo imparando a convivere con la pandemia

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Oggi in Sicilia si stanno svolgendo regolarmente le elezioni per il ballottaggio nei Comuni in cui non è stato eletto il Sindaco al primo turno. C’è anche Agrigento, in apprensione per il focolaio di Coronavirus di Sambuca di Sicilia che da ieri è in lockdown. Si vota con tutte le precauzioni del caso, ma si vota. In una Regione che ha 500 nuovi casi al giorno; nulla di drammatico per un territorio che ha 5 milioni di residenti, ma comunque cinque volte in più rispetto al picco della scorsa primavera. Quando queste stesse elezioni erano state annullate e rinviate!

Questa situazione ci fa capire che rispetto al Coronavirus, oltre alle necessarie attività di prevenzione e preparazione sanitaria, è tutta una questione psicologica. Bisogna accettare che per evitare contagio c’è davvero poco da fare, al netto di distanziamento, igiene e mascherine che possono aiutarci un po’ ma certo non bastano per risolvere il problema.

Bisogna accettare che è necessario aumentare i posti letto, perché tanta gente si ammalerà e ne avrà bisogno per farsi curare, ma intanto bisogna anche continuare a vivere, perché in ogni caso non ci si può fermare.

A maggior ragione se la scienza ci indica che coloro che hanno bisogno di cure ospedaliere sono soltanto una piccolissima percentuale di chi contrae un virus che non è la peste e che nei prossimi anni, prima o poi, prenderemo tutti. Nessuno escluso. Il 95% non sviluppa neanche i sintomi; il rimanente 5% sta un po’ male ma solo lo 0,3% non lo supera. E si tratta di persone molto anziane e/o con gravi patologie pregresse provocate in prevalenza da scorretti stili di vita quali fumo, sedentarietà, abuso di alcool, alimentazione basata su cibi confezionati ricchi di conservanti e additivi. Se facessimo una vita più sana, il Covid farebbe ancora meno paura: dovrebbe essere questa la presa di coscienza principale: per combattere (anche) il Coronavirus dovremmo mangiare sano, praticare attività motoria con una vita attiva fisicamente e socialmente, evitare tabacco e alcolici.

Piano piano lo stiamo facendo, oggi andiamo a votare quando sei mesi fa annullavamo le elezioni quando c’era solo un quinto dei casi attuali. Purtroppo c’è ancora chi non l’ha capito e blatera di chiusure: clamoroso il tema delle scuole che sono il posto più sicuro in assoluto e mantengono basso il contagio in quelle fasce d’età che altrimenti si contagierebbero di più. Oltre alla primaria necessità di cultura e socialità dei ragazzi, e dell’ingranaggio formativo che consente ai genitori di lavorare.

Finalmente persino il Governo l’ha capito: seppur con la ridicola pantomima di Dpcm ogni due giorni, Conte e Azzolina stanno lottando per ribadire che non si chiude. Che le scuole di presenza sono fondamentali e che non ci sarà un nuovo lockdown.

Piuttosto, se c’è ancora qualcosa che non funziona bene (trasporto pubblico, troppi pochi tamponi, posti letto non incrementati a sufficienza) è proprio per le inefficienze di chi ha avuto 8 mesi di tempo per prepararsi al meglio a questa seconda ondata ed evidentemente non c’è riuscito. C’è un commissario straordinario che paghiamo lautamente per questo, ed è lo stesso che aveva fatto scomparire le mascherine nel momento in cui servivano di più con la follia del calmiere dei prezzi. In un paese normale si sarebbe dimesso da tempo, in Italia continua a fare danni.