Coronavirus, la Lombardia si prepara a fronteggiare la seconda ondata: riaprono gli ospedali fiera a Milano e Bergamo

"Oggi gli Ospedali Covid-19 in Fiera di Milano e Bergamo sono pronti, saranno attivati nel momento in cui malauguratamente i reparti di terapia intensiva dovessero esaurire i posti disponibili"

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“Le strutture sanitarie temporanee allestite nei padiglioni della Fiera di Milano e di Bergamo riaprono nei prossimi giorni e garantiranno al sistema lombardo i primi 201 posti letto aggiuntivi di cure intensive, che saranno gradualmente occupati”. Lo annuncia in una nota il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, al termine della riunione della Giunta che ha varato uno specifico provvedimento in materia, proposto dall’assessore al Welfare, Giulio Gallera.

“La situazione epidemiologica attuale in rapida evoluzione – dice il presidente Fontana – rende necessaria l’adozione di misure organizzative straordinarie per potenziare l’offerta sanitaria di posti letto da destinare all’emergenza-Covid, cercando di garantire contemporaneamente una adeguata assistenza ai pazienti affetti dalle altre patologie“. L’attivazione delle strutture sanitarie temporanee prevede la collaborazione fra la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Policlinico e la Fondazione Ente Fiera per la realta’ di Milano e fra l’ASST Papa Giovanni XXII e l’Ente Fiera per quella di Bergamo, con il coinvolgimento delle ATS di riferimento.

Lo stesso Governatore, sul suo profilo Facebook scrive: Da mesi in Lombardia abbiamo avviato lo sviluppo di misure, protocolli e infrastrutture per essere pronti a contrastare la pandemia.
Oggi gli Ospedali Covid-19 in Fiera di Milano e Bergamo sono pronti, saranno attivati nel momento in cui malauguratamente i reparti di terapia intensiva dovessero esaurire i posti disponibili.
La Lombardia é pronta.”

La situazione merita un attento monitoraggio, in particolare in seguito ai dati emersi negli ultimi giorni: solo oggi più di 4000 nuovi positivi, il doppio della giornata precedente.

C’è “seria preoccupazione” anche da parte dei vertici degli uffici giudiziari milanesi per l’aumento di casi di positività al Covid nel Palazzo di Giustizia. Un altro pm è risultato positivo, il sesto nel giro di pochi giorni, mentre diversi altri casi si segnalano nel Palagiustizia e anche negli uffici del giudice di pace una funzionaria è risultata positiva. I vertici stanno studiando il da farsi, anche perché mancano norme di riferimento che consentano loro di intervenire in modo diretto sulla situazione.

La nuova organizzazione sanitaria

“A Milano vengono, allo stato attuale, attivati i primi 153 posti letto per cure intensive suddivisi in 4 moduli da 14 posti, 3 da 16 posti e 7 da 7 posti. A Bergamo invece funzioneranno 4 moduli da 12 posti letto. Queste nuove disponibilità saranno occupate in base allo stato di saturazione dei reparti di terapia intensiva ‘Covid’ degli ospedali”. Spiega l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, dopo la riunione della Giunta. “Le complesse caratteristiche dei pazienti che verranno ricoverati in queste strutture sanitarie – aggiunge Gallera – richiede un’assistenza clinica molto particolare e sofisticata. Per questo, nell’attuazione di questo progetto saranno coinvolti gli operatori degli ospedali Hub della Lombardia che ‘adotteranno’ uno o più moduli degli ospedali in Fiera”.

La gestione delle attività assistenziali nei vari moduli della Fiera di Milano è affidata agli ospedali Policlinico, Niguarda, San Gerardo Monza, San Matteo Pavia, Varese, Legnano/Busto, Humanitas. In una fase successiva verranno coinvolti gli ospedali di Lecco/Como, Gruppo San Donato e Cremona.Per la Fiera di Bergamo, due moduli saranno gestiti dall’Ospedale Papa Giovanni XXIII e due dagli ‘Spedali Civili’ di Brescia.”Questi hub – sottolinea Gallera – garantiranno la presenza H24 di equipe mediche, infermieristiche e di supporto per i bisogni assistenziali dei pazienti nel modulo di competenza. Gli ‘Hub’, a loro volta, saranno supportati dai relativi ospedali ‘Spoke’ per la gestione del personale delle professioni mediche e sanitarie nei propri reparti interni e potranno procedere, all’occorrenza, a nuove assunzioni”.