Non basteranno le chiusure del nuovo Dpcm per risollevare la situazione in Italia. Il Governo ha deciso di chiudere palestre, piscine, cinema, teatri e di permettere ai locali di restare aperti al pubblico fino alle 18, per poter poi proseguire il loro lavoro con consegne a domicilio e asporto, per provare a ridimensionare la curva di contagi per coronavirus e avere un dicembre più sereno, nel quale poter festeggiare il Natale con i propri cari, a differenza di quanto accaduto a Pasqua.
C’è chi però crede fermamente che le nuove misure restrittive del nuovo Dpcm non siano sufficienti: “In relazione ai risultati ottenuti dall’introduzione di ciascuna misura di contenimento è stata stimata l’efficacia sul valore di Rt di quattro possibili gruppi di interventi a 7, 14 e 28 giorni. Se da un lato gli effetti dipendono dal numero e dalla tipologia di restrizioni, dall’altro non sono affatto immediati. Infatti, per dimezzare il valore di Rt servono 28 giorni di lockdown totale, tempi che in Italia potrebbero dilatarsi ulteriormente per il ritardo sempre maggiore nella notifica dei casi“, ha infatti spiegato Renata Gili, responsabile della Ricerca sui Servizi Sanitari della fondazione Gimbe.
“I dati dell’ultima settimana documentano il crollo definitivo dell’argine territoriale del testing & tracing, confermano un incremento di oltre il 60% dei pazienti ricoverati con sintomi e in terapia intensiva e fanno registrare un raddoppio dei decessi. In alcune aree del Paese non è più procrastinabile il lockdown totale per arginare il contagio diffuso e ridurre la pressione sugli ospedali. Al di là dei numeri assoluti preoccupano i trend esponenziali con cui aumentano i pazienti ospedalizzati e in terapia intensiva, con un tempo di raddoppiamento di circa 10 giorni da 3 settimane consecutive“, ha aggiunto Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe.
“Vero è che sono state introdotte progressive restrizioni da parte di Governo e Regioni, ma il loro effetto sulla flessione della curva dei contagi sarà minimo, sia perché le misure non sono state ‘tarate’ su modelli predittivi a 2 settimane, sia perché le blande misure dei primi due Dpcm sono già state neutralizzate dalla crescita esponenziale della curva epidemica“, ha concluso.


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