Coronavirus, Ricciardi lancia l’allarme contagi: “Ne rischiamo 16mila al giorno, gli ospedali si stanno di nuovo riempiendo. Alcune Regioni impreparate”

Ricciardi: "La chiusura della scuola è assolutamente da scongiurare così come è assolutamente da scongiurare un lockdown generale"

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Se questo trend di crescita dei contagi continua, “rischiamo 16mila casi in un giorno, assolutamente sì, come in questo momento ha la Francia, o anche la Spagna e Gran Bretagna che hanno fatto gli stessi nostri errori. Purtroppo questa seconda fase della sottovalutazione dell’epidemia è un fatto troppo generale“: lo ha affermato a SkyTg24 Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute per l’emergenza Coronavirus e ordinario di Igiene generale e applicata alla Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica di Roma.
Quello che si è verificato da giugno in poi è un raddoppio dei casi ogni mese. Avevamo 200 casi, poi 400, poi 800, poi 1600 e adesso stiamo a oltre 4mila casi. Quindi rischiamo fra un mese di avere oltre 8 mila casi al giorno e tra due mesi, quando arriverà l’influenza, di avere 16mila casi in un giorno“.

La chiusura della scuola è assolutamente da scongiurare così come è assolutamente da scongiurare un lockdown generale. In questo momento non c’è nessuna ipotesi di chiusura di esercizi commerciali o attività, si sta solo pensando a quali sono le possibili attività che prevedono assembramenti ingiustificati che riguardino attività non primarie che possono essere in qualche modo limitate“.

Stiamo pensando a ridurre la quarantena sulla base dell’evidenza scientifica e su quello che accade al momento, la quarantena secondo noi può essere ridotta da 14 a 10 giorni come fanno i tedeschi con un tampone invece che due. E’ qualcosa che stiamo consigliando e spero che il Governo prenda in considerazione“.
Ricciardi ha aggiunto: “Stiamo pensando di evitare tutte le situazione che provocano assembramenti non giustificati. Non c’è nessuna ipotesi di chiusura di esercizi commerciali, si sta pensando a quali sono le attività che prevedono assembramenti ingiustificati che riguardano attività non primarie. Sarà il Governo più a prendere la decisione più giusta“.

“La rilassatezza dall’estate ha determinato un abbassamento della guardia. Alcune regioni sono preparate altre meno e quest’ultime non hanno aumentato la capacità di testing che si sta rivelando ora necessaria. Andava rafforzato il sistema di testing come hanno fatto i tedeschi allargando anche ai privati. E poi i pronto soccorso: quando arriverà l’influenza e le persone chiameranno il Ssn, se non troveranno risposte andranno al pronto soccorso. Molte regioni non hanno creato i percorsi differenziati, così il rischio è che gli ospedali diventino luoghi di contagio. Siamo ancora in tempo per evitarlo,” ha affermato Ricciard

Gli ospedali si stanno di nuovo riempiendo. Le strutture Covid in questo momento in Campania e nel Lazio sono quasi piene. Mi preoccupano non tanto le terapie intensive di cui si parla, ma le sub-intensive dove ci sono pazienti infettivi che devono essere curati in un certo modo. E i posti si stanno già saturando adesso figuriamoci quando arriverà l’influenza“.
Non siamo al collasso, ma in una situazione di grandissima pressione. Quando si abbasseranno le temperature e arriveranno i virus influenzali, ci saranno problemi perché dovremmo stare all’interno e le famiglie si contageranno“.