Coronavirus, ecco perchè questa seconda ondata fa (molta) meno paura: la percentuale dei ricoverati è stabile sui dati dell’estate

Coronavirus, i dati di ricoveri e ricoveri in terapia intensiva consentono di capire perchè la seconda ondata non è minimamente paragonabile alla prima che invece ci colse impreparati

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L’Europa sta vivendo la seconda ondata di Coronavirus che è iniziata in concomitanza con l’arrivo della stagione autunnale, dapprima nei Paesi più freddi e umidi, e poi anche in quelli più miti come l’Italia dove i numeri del contagio sono aumentati sensibilmente negli ultimi giorni. La pandemia da Covid-19, quindi, si conferma tipicamente stagionale come tutti i virus che colpiscono l’apparato respiratorio, ma stavolta fa molta meno paura rispetto alla situazione di 6-7 mesi fa: non abbiamo alcuna emergenza sanitaria, nonostante i numeri dei contagiati sembrano apparentemente molto simili. In realtà, però, sembra di fronteggiare una malattia diversa: a marzo e aprile in Italia moriva il 13% dei contagiati, oggi muore meno dell’1% dei contagiati. A marzo e aprile in Italia finiva in ospedale il 40% dei contagiati, oggi appena il 6%. E in terapia intensiva 6-7 mesi fa avevamo il 5% dei contagiati, oggi appena lo 0,5%.

In realtà non è la malattia ad essere diversa. L’unico parametro che è cambiato è quello dei tamponi: oggi riusciamo a farne molti di più, quindi individuiamo un alto numero di positivi che nella stragrande maggioranza dei casi (oltre 90%) sono completamente asintomatici, quindi non necessitano di cure ne’ tantomeno di ricovero ospedaliero. Questi asintomatici c’erano anche a marzo e aprile, ed erano molti di più ma non facevamo i tamponi e non lo sapevamo. Non solo, quindi, il tasso di letalità era così basso anche allora, ma in quella situazione continuavano a vivere senza consapevolezza di essere positivi e quindi alimentavano ulteriormente il contagio, a differenza di quanto accade oggi in cui vengono posti in isolamento domiciliare.

Ecco perchè la seconda ondata fa molta meno paura: anche se dovessimo superare i 20.000 nuovi casi giornalieri, come già accaduto a Francia e Regno Unito, e andare persino ben oltre nei prossimi mesi autunnali-invernali, con questa percentuale di ricoveri il sistema sanitario è pronto a reggere l’onda d’urto. Infatti dall’estate, quando il contagio si era praticamente azzerato, ad oggi, in piena seconda ondata, non è cambiata la percentuale dei ricoverati (6% dei positivi) e dei ricoverati in terapia intensiva (0,5% dei positivi). Se aumenteremo ancora i tamponi, riusciremo ad individuare ulteriori asintomatici e quindi queste percentuali potranno addirittura ulteriormente diminuire.

Ecco perchè, ovviamente adottando e rispettando tutte le precauzioni del caso (igiene delle mani, distanziamento sociale, utilizzo delle mascherine ove necessario), stavolta non piomberemo nell’emergenza di marzo-aprile.

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