Coronavirus, la seconda ondata in Europa: record di contagi in Ucraina e Polonia, boom anche in Belgio e Olanda ma nessuno fa lockdown

Coronavirus, il punto della situazione sui Paesi europei: boom di casi in Ucraina, Polonia, Belgio e Olanda. Misure restrittive, ma nessun lockdown

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Continuano ad aumentare i casi di Coronavirus in Ucraina, dove nelle ultime 24 ore si sono registrati 7.517 nuovi casi positivi: è l’aumento giornaliero più alto dall’inizio della pandemia. Nel corso dell’ultima giornata, 121 persone sono decedute a causa del virus portando a 6.164 le vittime accertate del Covid-19 nella repubblica ex sovietica che conta 44 milioni di abitanti. Stando ai dati del ministero della Salute di Kiev, finora in Ucraina sono stati accertati in totale 330.396 casi di Covid-19: è il 23° Paese al mondo per numero assoluto di casi, e nei prossimi giorni supererà Arabia Saudita, Turchia e Filippine portandosi nella triste “Top-20” dei Paesi con più casi al mondo. Tuttavia, il tasso di mortalità nel Paese dell’Europa orientale resta molto basso: il numero di vittime è di poco superiore a quello della sola Emilia Romagna, ma con una popolazione di oltre dieci volte superiore.

poloniaLa seconda ondata fa aumentare i contagi anche in Polonia, dove nelle ultime 24 ore ci sono stati 13.632 nuovi casi di Coronavirus. Il totale dei contagi da inizio epidemia sale dunque a 228.318: la Polonia è così 28ª al mondo per casi di Covid, ma anche qui il tasso di mortalità è molto basso. Il numero dei morti è salito a 4.172 dopo i 153 decessi delle ultime 24 ore: per un Paese di 38 milioni di abitanti, è comunque una cifra relativamente bassa. Sono meno morti del solo Piemonte, che però ha un decimo degli abitanti del territorio polacco. In ogni caso l’aumento del contagio e dei ricoveri è significativo: negli ospedali della Polonia sono ricoverati 10.788 pazienti, di cui 851 hanno bisogno di respiratori. Entrambi questi ultimi numeri segnano un nuovo record per la Polonia. Alla luce di questa situazione, oggi il primo ministro Mateusz Morawiecki, illustrerà in conferenza stampa le nuove restrizioni che il suo esecutivo ha previsto per per contenere la diffusione del coronavirus. Ieri Piotr Muller, portavoce del governo polacco, ha spiegato che la conferenza stampa del premier, originariamente prevista per ieri pomeriggio, sarebbe stata posticipata in ragione dei lavori parlamentari in corso. Già mercoledì scorso Morawiecki ha reso noto che avrebbe raccomandato alla squadra governativa di gestione della crisi l’estensione dalla prossima settimana della zona rossa a tutto il territorio nazionale. Sempre Muller ha confermato ieri che “questa decisione è di fatto certa“. Estendere a tutta la Polonia la definizione di zona rossa si tradurrà in un’estensione delle relative restrizioni. Si tratta in particolare del divieto di organizzare feste occasionali e cerimonie quali nozze, del limite al numero di persone all’interno degli esercizi commerciali – cinque per cassa per i negozi fino a 100 metri quadrati, una persona ogni 15 metri quadrati per i negozi più grandi – e dell’imposizione di un attività di insegnamento da remoto. Il ministro della Sanità, Adam Niedzielski, ha inoltre affermato che non è possibile escludere del tutto nuove limitazioni alle attività   economiche.

belgioIl Belgio, uno dei Paesi europei più colpiti dalla prima ondata della pandemia di Covid-19 la scorsa primavera, in questi ultimi giorni sta battendo tutti i record di nuovi casi: nelle ultime 24 ore sono stati ben 16.746, una cifra elevatissima se consideriamo che nel Paese vivono 11 milioni e mezzo di persone, più o meno come quelli che abitano la Lombardia. Altre 49 persone sono morte in Belgio nelle ultime 48 ore, portando il numero delle vittime a 10.588: una cifra enorme, in proporzione alla popolazione belga. Con 912 morti per ogni milione di abitanti, è il secondo Paese al mondo con la più alta mortalità da Covid dopo il Perù. Alla luce di questa situazione, il Governo ha ulteriormente inasprito le misure per ridurre i contatti sociali, vietando spettatori ai match sportivi, limitando il numero delle persone in luoghi culturali e chiudendo i parchi a tema. Lo ha annunciato in conferenza stampa il premier, Alexander De Croo, spiegando che la “priorità è l’istruzione“. “Vogliamo tenere le scuole aperte e tenere le lezioni in presenza“, ha aggiunto. Il Paese ha già chiuso caffè, bar e ristoranti e imposto un coprifuoco notturno. Per ora, si è evitato un secondo lockdown, ma da oggi fino al 19 novembre entrano in vigore nuove restrizioni, tra cui: un tetto massimo di 200 persone in cinema, sale concerti e teatri; le gare degli sport professionistici continueranno a svolgersi ma senza pubblico; tutti gli sport amatoriali per gli over 18 saranno proibiti, ma ci si può continuare ad allenare all’aperto; per i bambini sotto i 12 anni lo sport al chiuso è permesso, ma sempre nel rispetto del distanziamento sociale; rimangono aperte le piscine, mentre sara’ ottimizzato il servizio dei trasporti pubblici per evitare affollamenti negli orari di punta. I contagi stanno aumentando rapidamente anche nella vicina Olanda.