Coronavirus, la situazione nelle terapie intensive: in Umbria occupato il 44% dei posti letto, in Calabria solo il 6%. Tutti i DATI Regione per Regione

Le terapie intensive in Italia in questo momento sono ampiamente sotto la soglia di allerta in quasi tutte le regioni: unica eccezione in negativo l'Umbria

MeteoWeb

L’Italia oggi ha registrato 21.994 nuovi casi su 174.398 tamponi e 221 morti in questa seconda ondata di contagi da Covid-19 che galoppa in Europa da settimane, tanto che in Francia si parla di un nuovo lockdown nazionale. I numeri dei contagi giornalieri sono certamente più alti rispetto alla scorsa primavera, ma allora si facevano molti meno tamponi e il virus inizialmente si è diffuso indisturbato in strutture per anziani e ospedali, mandandoli in tilt e provocando un drammatico numero di vittime tra la popolazione più anziana. La scorsa primavera gli ospedali erano in estrema difficoltà, tanto che siamo stati costretti a trasferire i pazienti all’estero affinché ricevessero cure che gli ospedali italiani non erano in grado di fornire.

Oggi che i numeri di contagi sono elevati è facile cadere nel panico, pensare che la situazione sia peggiore rispetto alla prima ondata ma non è così. Non lo è da tanti punti di vista, ma basta uno a dare la giusta fotografia della situazione nel nostro Paese: quello delle terapie intensive.

Il grafico in alto è eloquente: le terapie intensive in Italia in questo momento sono ampiamente sotto la soglia di allerta in quasi tutte le regioni. Solo l’Umbria ha il 44,3% dei posti letto occupati, con Campania, Piemonte, Toscana e Lombardia ancora al di sotto della soglia dell’allerta, seppur di poco. Secondo l’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, coordinato dal Professor Walter Ricciardi, Direttore dell’Osservatorio e Ordinario di Igiene all’Università Cattolica di Roma e da Alessandro Solipaca, direttore Scientifico dell’Osservatorio, in testa alle regioni in difficoltà si conferma la Campania, con un +88% di posti letto in terapia intensiva occupati rispetto alla scorsa primavera, seguita dal Lazio con +82% di terapie intensive. Il resto delle regioni ha meno del 22% dei posti in terapia intensiva occupati, con la Calabria che si conferma la regione migliore con appena il 5,9%.

L’Italia ha un totale di 6.458 posti di terapia intensiva (dati aggiornati al 9 ottobre) e ad oggi, martedì 27 ottobre, sono 1.411 i ricoverati, ossia il 21,8% dei posti totali occupati. Solo questo basta a capire che non siamo assolutamente nella situazione della prima ondata: i nostri ospedali sono in grado di curare i pazienti Covid e le terapie intensive non sono neanche minimamente vicine al collasso.