Jonathan Galindo, tanto rumore per nulla? La storia dello spaventoso gioco mortale: un ‘collage’ per creare clamore

Jonathan Galindo: si tratta davvero di uno spaventoso gioco mortale indirizzato ai giovani? Ecco quando è nata la maschera del Pippo umano

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Negli ultimi giorni si parla tanto dello spaventoso ‘gioco mortale’ di Jonathan Galindo, il Pippo umano che spinge i giovanissimi, tramite i social, a ‘superare’ dei livelli davvero tremendi. Pochi giorni fa, a Napoli, un ragazzino di 11 si è tolto la vita e sembra proprio che sia stato spinto al gesto estremo da questa nuova challenge.

Sperando che le autorità riescano a fare presto chiarezza sull’accaduto, bisogna però un attimo soffermarsi sul boom mediatico che si è creato attorno a Jonathan Galindo. Il Pippo umano ‘nasce’ nel 2012-2013 e tre anni fa, col nome di Dusky Man, un personaggio creato da Samuel Catnipnik, un produttore di effetti speciali cinematofrafici e nel 2017, su Blasting News messicana è emersa la storia di questo personaggio, non creato con l’intento di spaventare i giovani e spingerli a gesti folli. Il sito però non sembra molto affidabile, poichè chiunque ha la possibilità di scrivere e pubblicare articoli.

Di lì a poco, sul web sono spuntati diversi profili che usavano l’immagine di Dusky Sam, col nome di Jonathan Galindo. E’ bastato dunque un ‘collage’ per creare una nuova storia dell’orrore 2.0. Esistono diverse versioni: c’è chi parla del Pippo umano come uno stalker di donne e bambini, chi di un uomo che nasconde le sue deformità fisica, ma l’unico aspetto che i racconti hanno in comune è che tutti coloro che scrivono a Galindo ricevono video spaventosi e a volte anche la foto della propria abitazione ripresa dall’esterno. Tutto fa pensare dunque ad una storia inventata.

Lo scorso anno Jonathan Galindo torna a far parlare di sè grazie ad un famoso influencer messicano, Carlos Name, che parla proprio del “Goofy umano”, raccontando di averlo visto davanti alla sua dimora. Nel video pubblicato dall’influencer, Galindo fa irruzione poi nella sua casa e le immagini fanno prestissimo il giro del web, arrivando fino in Italia.

Nulla, dunque, conferma l’esistenza di questo profilo social e di questo nuovo folle gioco mortale. Come accaduto con Blue Whale, presto anche Jonathan Galindo potrebbe finire nel dimenticatoio, senza recare tragiche conseguenze.