Mentre si attende per domani la visita del presidente della Regione Alberto Cirio, la provincia di Novara cerca faticosamente di ritornare alla normalità. I maggiori problemi sono ancora legati alla difficoltà di circolazione: il crollo del ponte di Romagnano Sesia ha fatto venire meno il principale collegamento tra i territori del novarese e del vercellese. Il presidente della Provincia di Novara Federico Binatti con il consigliere delegato alla viabilita’ Marzia Vincenzi ha lavorato in queste ore perche’ vengano avviati quanto prima i rilievi per accertare le cause del crollo.
Resta chiuso anche il ponte più a monte, quello tra Grignasco e Serravalle Sesia, “in attesa – spiega Binatti – di poter effettuare accertamenti strutturali non appena il livello dell’acqua lo consentira'”. Riaperto invece quello più a valle, tra Carpignano e Ghislarengo.
Ancora chiusi il tratto urbano della Strada provinciale 22 Ghemme-Cavaglio in territorio del Comune di Cavaglio, e la Strada provinciale 47 Pogno-Alzo nel Comune di Pogno, dove resta isolata la frazione di Monte San Giulio. Oltre ai danni e ai problemi che si sono verificati sulla rete viaria in queste ore le Amministrazioni comunali della Bassa Sesia e di Novara hanno dovuto occuparsi delle persone sfollate precauzionalmente a causa dell’innalzamento del fiume Sesia e del torrente Agogna: nove a Ghemme, ventisette – dei quali sette minori – tra San Nazzaro e Recetto, due a Vinzaglio e due nel capoluogo, nel quartiere periferico del Torrion Quartara di Novara. Una situazione davvero difficile, in parte rientrata nel tardo pomeriggio quando una parte degli sfollati ha potuto far ritorno a casa. E’ ripresa da meta’ pomeriggio una leggera pioggia su tutto il novarese, ma secondo le previsioni di Arpa non dovrebbero ripetersi fenomeni di grossa intensità.


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