Il disastro delle mascherine nell’isola Patrimonio UNESCO (e Covid-free) di Lord Howe: così stiamo distruggendo il pianeta [FOTO]

Le mascherine perdute da una nave porta-container stanno distruggendo il paradiso corallino dell'isola di Lord Howe: immagini terribili

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Così stiamo distruggendo il nostro pianeta: tra gli effetti collaterali della pandemia di Coronavirus non c’è soltanto il benefico calo delle emissioni di gas serra e inquinanti dovuto alle chiusure delle attività e alla ridotta mobilità per gli stop imposti dalle limitazioni adottate dai Governi per limitare il contagio. Una delle ripercussioni più gravi che riguarda l’ambiente arriva proprio da mascherine, guanti e altri materiali di plastica la cui produzione mondiale è aumentata in modo enorme negli ultimi mesi e che finiscono per devastare interi ecosistemi.

L’esempio più clamoroso arriva in queste ore dall’isola di Lord Howe, al largo dell’Australia: le acque che la circondano ospitano la barriera corallina tropicale più meridionale del mondo, dove vivono molte specie insolite ed endemiche che determinano una delle biodiversità più preziose dell’intero pianeta. Si tratta di un mix unico di specie e habitat creato dall’incontro tra correnti temperate provenienti dal Polo Sud e quelle tropicali che invece arrivano da Nord, in un’area di convergenza che ha fatto insediare un vero e proprio paradiso subacqueo.

Per questo motivo l’isola è stata dichiarata patrimonio mondiale dell’umanità nel 1982 e le sue acque sono protette dal Parco Marino dal 1999: nei giorni scorsi, però, una nave container proveniente dalla Cina e diretta a Melbourne ha perso in mare svariate tonnellate di materiale durante una tempesta. E quel carico è arrivato purtroppo propriosull’isola di Lord Howe, dove residenti e volontari si sono impegnati per raccogliere mascherine, guanti e contenitori di plastica e ripulire la costa.

Nell’isola vivono soltanto 350 persone, e qui il Covid-19 non è neanche mai arrivato. L’isola, infatti, è stata completamente chiusa al turismo dal 22 marzo scorso, e possono spostarsi soltanto i residenti o gli operatori dei servizi essenziali. Non è bastato, però, ad evitare che gli effetti più nefasti della pandemia giungessero persino in questo remoto paradiso terrestre, andando a minare gli equilibri di un habitat unico al mondo. Emblematiche le fotografie di Justin Gilligan che ha immortalato un disastro su cui le autorità locali hanno chiesto l’apertura di un’inchiesta. E che a prescindere dalle ripercussioni giudiziarie, è l’ennesima testimonianza della follia umana.