Coronavirus, l’analisi epidemiologica: “L’incidenza è alta e l’età mediana è in aumento ma l’indice Rt cresce più lentamente”

Brusaferro: "La trasmissibilità attuale mostra un certo rallentamento della curva, l'indice Rt cresce più lentamente, il che vuol dire che si riduce la crescita rapidissima dei casi"

L’Europa sempre più omogenea. La circolazione del virus è cresciuta in maniera molto significativa in tutto il Continente“: è quanto ha affermato il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, in occasione del punto stampa al Ministero della Salute sull’analisi epidemiologica.
I dati mostrano che ci sono differenze importanti fra le regioni” ma il nostro Paese “supera la soglia di rischio“.
La curva è ripida, e sta crescendo rapidamente“: il numero dei posti letto e la risposta della sanità “si avvicina rapidamente al livello critico“.
Brusaferro ha fatto riferimento alla valutazione di resilienza del sistema, “che mette in evidenza i tassi di occupazione dei posti letto in area medica e dei posti in terapia intensiva. Questo vuol dire che c’è una soglia, il 30%, che se viene superata è a discapito delle possibilità di ricovero per altre patologie e per interventi programmabili“. “C’è una probabilità moto alta che le terapie intensive vadano a saturazione fra 30 giorni in diverse regioni“.
L’età mediana purtroppo è in leggera crescita, lentamente si avvicina verso i 50 anni. E parallelamente l’età over 70 comincia ad avere un numero crescente di casi“.
L’attenzione particolare alle persone fragili e avanti negli anni è dovuta al fatto che una parte significativa delle complicanze più  complesse e degli esiti purtroppo infausti toccano queste categorie“.
L’incidenza è alta: 524 casi per 100mila abitanti nel periodo di sorveglianza che raccoglie dati di qualche giorno fa. Ci sono differenze tra regioni ma il nostro paese eccede largamente soglia fissata a livello ue“.
La trasmissibilità attuale mostra un certo rallentamento della curva, l’indice Rt cresce più lentamente, il che vuol dire che si riduce la crescita rapidissima dei casi. Ma non dimentichiamo che per ridurre il numero dei casi bisogna portare l’Rt sotto 1“.
L’Rt sta crescendo più lentamente: a livello nazionale siamo a 1,7, con un intervallo di confidenza di 1,5. Questo ci dice che complessivamente il Paese è in uno scenario 3, ma anche che in tutto il Paese siamo a un Rt sopra 1 e in alcuni casi si sfiora il 2“.
La quota dei pazienti asintomatici è costante, e si attesta intorno al 50%” mentre la quantità delle criticità “è ancora contenuta ma, aumentando la base, questa cifra cresce mettendo in difficoltà i sistemi sanitari“.
Quasi tutte le regioni sono a rischio alto o moderato: ci troviamo oggi in una fase di mitigazione, ovvero una situazione in cui sono necessarie misure sociale per rallentare i contatti tra le persone e quindi la diffusione del virus. Le raccomandazioni sono sempre mascherina, distanziamento e igiene delle mani, che restano le misure principali“.
Lo scenario si sta complicando perché anche la resilienza e i servizi sanitari sono progressivamente più elevati messi più a dura prova“.
Riteniamo validi dati della Campania ma approfondimenti sono in atto per cogliere aspetti che potrebbero completare una analisi che è in corso”.

Secondo Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, “quell’accelerazione marcatissima delle scorse settimane è venuta meno, c’è una decelerazione che è il frutto delle misure già poste in essere“. Questo “deve servirci per darci motivazione nel seguire le regole mantenendo la responsabilità e i comportamenti individuali. Avere un Rt stabile va letto in senso positivo, ovviamente ci aspettiamo che con il trascorrere dei giorni i dati possano ulteriormente migliorare“.
Sul tema della distribuzione del vaccino, legato anche alla catena del freddo necessaria alla sua conservazione, voglio dire in modo molto chiaro che con il ministro della Salute, Aifa, Spallanzani, Iss si è già iniziato largamente a ragionare sulla problematica ed elaborare una strategia per affrontare compiutamente distribuzione e somministrazione del vaccino senza impatti negativi sulla catena di distribuzione, che ha bisogno di temperature particolarmente basse“.
Il vaccino Pfizer “già nella fase preclinica aveva dato riscontri positivi in termini di immunità sterilizzante, che previene infezione, e l’immunità da malattia, cioè in termini di capacità di proteggere dalla malattia vera e propria“.

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