Coronavirus, Boris Johnson: “I risultati sul vaccino Pfizer sono il primo passo, ma non bisogna abbassare la guardia”

"Sarebbe un errore catastrofico" aggrapparsi a queste notizie positive per abbassare la guardia prima del tempo, ha spiegano Johnson, ribadendo che intanto il lockdown in Inghilterra resta in vigore

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L’annuncio sul 90% di efficacia dei test della terza fase di sperimentazione del vaccino anti-Covid della Pfizer è “chiaramente” un segnale importante del superamento di “un ostacolo” per arrivare alla sconfitta del coronavirus, ma ve ne sono “altri” e “dobbiamo ancora vedere i dati finali sulla sicurezza”.

Lo ha detto il premier britannico Boris Johnson in un briefing a Downing Street, insistendo che vi è ancora un tratto di strada da percorrere prima di pensare d’essere “all’inizio della fine” della pandemia. “Sarebbe un errore catastrofico” aggrapparsi a queste notizie positive per abbassare la guardia prima del tempo, ha aggiunto Johnson, ribadendo che intanto il lockdown in Inghilterra resta in vigore. Il premier ha comunque assicurato che il governo Tory ha già ordinato per il Regno Unito 40 milioni di dosi del vaccino Pfizer, ove se ne confermerà l’efficacia, e 300 milioni di dosi totali di 5 candidati vaccini.

“Un ostacolo significativo” è stato scavalcato, “ma ci sono diversi altri ostacoli“, ha detto Johnson a proposito del candidato vaccino Pfizer, avvertendo che siamo ancora all’alba di un nuovo giorno e parlando della sconfitta finale del coronavirus come della “distante sommità del Calvario scientifico” verso un rimedio anti-Covid.

Intervenendo al suoi fianco, il professor Jonathan Van-Tam, deputy chief medical officer dell’Inghilterra, ha usato argomenti simili, sottolineando che l’annuncio di oggi “è una pietra miliare” per la ricerca, ma ammonendo che “non è tempo di rilassarsi”, che la sicurezza del futuro vaccino andrà certificata dalle autorità sanitarie, poiché è persino più importante “della sua efficacia”, e che comunque il prototipo Pfizer non avrà impatto “sulla seconda ondata” di contagi gia’ in atto da settimane nel Regno come altrove in Europa e nel mondo.

Van-Tam ha aggiunto che se anche le prossime tappe della sperimentazione andranno a buon fine, “alcune dosi del vaccino” potranno essere iniettate ai primi pazienti britannici “entro Natale”, mentre ci vorranno altri mesi, comunque, per un’ipotetica distribuzione di massa. Nel frattempo, Boris Johnson ha ribadito l’appello alla popolazione a rispettare le restrizioni attuali e le prescrizioni igienico-sanitarie, confermando al contempo l’impegno del suo governo a fare leva in queste settimane di lockdown sull’introduzione di un programma di test a tappeto – iniziato con un progetto pilota a Liverpool – per colmare le lacune del sistema di tracciamento dei contagi. Programma condotto con l’aiuto logistico dei militari, rappresentati nella conferenza stampa di oggi dal generale Joe Fossey.