Continua la discussione in attesa del Dpcm che probabilmente slitterà a domani. Si parla di chiusure differenziate con lockdown più o meno soft a seconda della gravità dei contagi. Al momento si prevedono 3 regioni a rischio zona rossa (Lombardia, Piemonte e Calabria) e molte a rischio zona arancione. Ma le Regioni non ci stanno e bloccano tutto.
C’è infatti la richiesta di misure per il contenimento del Coronavirus omogenee in tutto il territorio nazionale fra le osservazioni delle Regioni alla bozza di Dpcm. C’è inoltre la richiesta che la valutazione del rischio epidemiologico venga fatto in collaborazione con i dipartimenti di prevenzione regionali. E poi un decreto con indennizzi per le categorie economiche da presentare contestualmente al Dpcm, congedo parentale e riconciliazione e ancora esenzione 2020-21 dei tributi per tutte le attività economiche soggette a provvedimenti di chiusura.
“Misure che siano omogenee in tutto il territorio nazionale, altrimenti passa il concetto che si rincorre il virus”. È quanto emerso dalla riunione fra le Regioni, secondo quanto si apprende da fonti, che ha fatto seguito alla presentazione da parte dei ministri Francesco Boccia (Affari regionali) e Roberto Speranza (Salute) del Dpcm. Esprimendo una posizione sostanzialmente univoca, si chiede “contestualmente al Dpcm, un decreto contemporaneo alle eventuali nuove chiusure con indennizzi economici per le categorie economiche“, oltre a una “valutazione del rischio epidemiologico del Governo/Cts in collaborazione con i dipartimenti di prevenzione delle Regioni”.
In particolare, nella lettera che il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, ha inviato al premier Conte e ai ministri Speranza e Boccia dopo il confronto avvenuto in serata, si sottolinea che “le Regioni rilevano come la seconda ondata della pandemia stia colpendo in maniera generale tutto il territorio nazionale. Pertanto ribadiscono la richiesta di univoche misure nazionali e, in via integrativa, provvedimenti più restrittivi di livello regionale e locale”.
“Non appaiono, infatti, chiare le procedure individuate – si legge ancora nella lettera – e le modalita’ con le quali sono definite le aree e i territori a piu’ alto livello di rischio e le modalita’ e le tempistiche con le quali viene declassificato il livello di rischio. A questo percorso di analisi dei dati, le singole Regioni e Province autonome devono poter partecipare, anche in considerazione della ricaduta delle misure sul rispettivo territorio”.


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