Nello spiegare il piano di distribuzione dei vaccini che sta predisponendo il governo, il premier Giuseppe Conte si è soffermato parlando al Senato sugli anziani. “Il ministero della Salute, su mia richiesta, sta già elaborando un piano di distribuzione dei vaccini così che quando arriveranno le prime dosi potremo procedere in modo organizzato, secondo un piano ordinato.” Sui vaccini “favoriremo le fasce più fragili” e “tra le fasce più vulnerabili, il governo considera anche le persone più anziane. Sono i nostri cari che hanno realizzato la ricostruzione del Paese dopo le rovine del Secondo conflitto mondiale. Sono i nostri genitori, i nostri nonni che con laboriosità e spirito di iniziativa hanno consentito il ‘miracolo economico’ che ci ha proiettato tra le potenze più avanzate del pianeta, membri del G7“.
Nel frattempo c’è grande attesa per il nuovo Dpcm, in merito al quale è filtrata qualche indiscrezione, ma su cui non si hanno ancora certezze. Per il momento si parla di coprifuoco alle 21, riduzione della mobilità interregionale e ulteriori limitazioni per le zone maggiormente a rischio.
Si parla di differenziare le misure a seconda dell’indice di contagio. Il Paese ”sarà suddiviso in tre aree in base agli scenari di rischio che tengono conto delle valutazioni di Iss e Consiglio superiore di sanità, basate su 21 parametri (tra i quali il numero dei casi sintomatici, i ricoveri, i casi nelle Rsa, la percentuale di tamponi positivi, il tempo medio tra sintomi e diagnosi, il numero di nuovi focolai, l’occupazione dei posti letto sulla base dell’effettiva disponibilità). Si tratta di un sistema, quindi, molto articolato”.
Così il premier Giuseppe Conte nell’illustrare le prossime misure per contrastare il Covid alla Camera, ha citato i 21 parametri individuati dall’Iss con Ministero della Salute e condiviso con la Conferenza delle regioni. “Secondo i parametri stabiliti dall’Iss il quadro epidemiologico descritto è in fase di transizione verso lo scenario 4 – ha detto Conte -. Un quadro epidemiologico diffusamente grave con specificità in alcune regioni e province autonome. L’aumento rapido dell’incidenza è coerente con l’aumento dell’Rt nazionale. In alcune regioni il dato risulta superiore alla media nazionale. Esiste un’alta probabilità che alcune regioni superino la soglia critica in termini di terapie intensive e sub-intensive nel prossimo mese”.
Dunque la struttura di prevenzione redatta dall’Iss con Ministero della Salute e condiviso con la Conferenza delle regioni, “ci impone di intervenire in modo molto più mirato, di restringere e allentare le misure a livello territoriale, sulla base delle soglie di criticità. A tal fine, il prossimo dpcm individuerà 3 aree in base al livello di rischio”, ha precisato il premier.
