Anche in Giappone sta iniziando la seconda ondata dei contagi da coronavirus, in concomitanza con l’approssimarsi dell’inverno e la tendenza delle persone a rimanere negli spazi al chiuso per le temperature più basse e l’aumento delle ondate di maltempo. Il premier giapponese Yoshihide Suga avverte sui rischi di una possibile accelerazione di cui già si hanno segnali evidenti: “Dobbiamo osservare la situazione sotto un’altra ottica e con estrema cautela rispetto alla stagione precedente“, ha detto Suga durante un’audizione parlamentare, appena un giorno dopo il superamento di quota 1.000 dei casi giornalieri nel Paese, per la prima volta da fine agosto. Oltre all’aumento delle positività nei grandi centri metropolitani, quali Tokyo e Osaka, sono stati segnalati focolai nella prefettura dell’Hokkaido, a nord dell’arcipelago, e in altre regioni a nord-est del Paese. Gli esperti sostengono che la tendenza potrebbe essere legata al fatto che l’abbassamento delle temperature abbia costretto un maggior numero di persone a passare più tempo in luoghi al chiuso con scarsa ventilazione.
Il governatore dell’Hokkaido, Naomichi Suzuki, ha anticipato l’innalzamento del livello di allerta a 3 su una scala di 5 a partire da questo fine settimana, e la riduzione degli orari di apertura delle attivita’ nel quartiere a luci rosse di Susukino, fonte del maggior numero di contagi. Il governo metropolitano di Tokyo ha segnalato 242 nuovi casi nella giornata di venerdì, portando il totale a 32.135, il livello più alto tra le 47 prefetture. In una conferenza stampa il capo di Gabinetto Katsunobu Kato ha aggiunto che l’esecutivo “non risparmierà alcuno sforzo per ridurre l’espansione del virus, lavorando con le autorità locali per coordinare un ulteriore aumento dei test nelle regioni maggiormente a rischio“. A livello nazionale i casi totali di Covid-19 in Giappone si assestano a quota 106.938, con 1.825 morti dall’inizio della pandemia.


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