Coronavirus, i cinesi ‘italiani’ volati in Cina per sperimentare il ‘loro’ vaccino?

Cinesi 'italiani' tornati in Cina per sperimentare un vaccino tutto cinese? Un'ipotesi che si fa piano piano sempre più strada

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Da giorni si parla tanto di due vaccini anti-coronavirus: quello della Pfizer e quello russo dal nome Sputnik V, ma nessuno parla di un vaccino cinese, in fase di sperimentazione.

Sembra infatti che i cinesi stiano già sperimentando un vaccino tutto loro, su gruppi selezionati ma anche sulla popolazione civile, che non esclude coloro che vivono in Italia. Da Prato, dove si registra la più grande comunità cinese italiana, sono state rivelate tante partenze per la Cina:  “di persone partite appositamente per farsi vaccinare non so, non tutti parlano e raccontano. Ma di imprenditori andati là per lavoro, o di persone tornate in Cina per ragioni familiari e sottoposte al protocollo vaccinale ce ne sono“, ha spiegato Marco Wong, cosigliere comunale di maggioranza.ù

“È chiaro che dietro a tutto ciò vi sia anche una questione politica, oltre che economica. Probabilmente ci sarà la tendenza a fidarsi di certi prodotti invece di altri”, ha aggiunto Wong. Sembra che il vaccino cinese preveda tre richiami, a distanza di 28 giorni l’uno dall’altro, con quarantene da rispettare, per un totale di circa 3/4 mesi: “bisogna avere del tempo a disposizione per fare questa terapia“, ha spiegato un imprenditore cinese di Prato.

Una cosa però è certa: in tantissimi sono partiti dall’Italia per sottoporsi al protocollo e non sono noti molti casi (forse nessuno) di cinesi ammalati di coronavirus in Italia.